Novità significative, per ricchezza dei contenuti e rarità dei testi pubblicati, nella collana GNOSI di Marco Valerio Edizioni, che da settembre 2010 si arricchisce di nuovi titoli nel settore della teosofia. La biblioteca teosofica di Marco Valerio Edizioni è di fatto la più ricca e articolata oggi disponibile in Italia.
La collana GNOSI, pur nella particolarità degli argomenti trattati, rispecchia il rigore accademico della saggistica di Marco Valerio Edizioni, offrendo un’ampia scelta di testi classici e spesso introvabili da decenni affiancati da opere moderne ma altrettanto autorevoli e articolate, come La grande sintesi della tradizione esotericadi Guido Da Todi e il più recente Introduzione al Buddismo Theravada.
La filosofia che anima la collana è il rispetto della tradizione e la ricerca delle fonti originali, unica garanzia per lo studioso e l’appassionato per avvicinarsi ai percorsi iniziatici con consapevolezza e completezza di informazione.
La biblioteca teosofica, all’interno della collana GNOSI, raggiunge con Le lettere dei Mahatma ad Alfred Percy Sinnett il considerevole numero di trenta titoli specialistici e completi. L’ultima fatica editoriale, 702 pagine in due volumi non vendibili separatamente integra il percorso di lettura dalle basi ai percorsi specialistici di approfondimento.
La scienza occulta ha i propri metodi di ricerca precisi e arbitrari quanto quelli della sua antitesi, la scienza fisica. La seconda ha le sue leggi come la prima; e colui il quale vuole varcare i confini del mondo invisibile non può stabilire in anticipo in qual modo procedere…
I misteri non sono mai stati né potranno mai essere alla portata della grande massa, no, fino al giorno auspicato in cui la nostra filosofia religiosa diventerà universale.
Scritte in un arco temporale che va dal 1880 al 1884, le “Lettere dei Mahatma” ad Alfred Percy Sinnett rappresentano uno dei testi fondamentali della letteratura teosofica.
Un illuminante scambio di “lettere” avvenuto tra i Mahatma o Maestri di Saggezza e il direttore del giornale anglo-indiano che si pubblicava ad Allahabad in India e la fondatrice della Società Teosofica Helena Petrovna Blavatsky.
ALFRED PERCY SINNETT (1840 – 1921), giornalista; visse tra l’Inghilterra e l’India, dove diresse per alcuni anni il giornale governativo The Pioneer. Presidente della Società Teosofica in Gran Bretagna. Tra le sue opere più rilevanti Il mondo occulto (1881), Karma (1885).
Sempre a settembre 2010 esce la nuova edizione di un altro classico della letteratura esoterica, Il messaggio di Hazrat Inayat Khan.
Prima della Manifestazione che cosa esisteva? Dhat, il veramente Esistente, l’Unico che è. In quale forma? Senza forma. Come che? Si sarebbe portati a dire: Come niente. La sola definizione, infatti, che si possa tentare di formular con parole è: come Assoluto. Nella terminologia Sufi questa esistenza è designata con la denominazione Ahadiyat. Una consapevolezza scaturì dall’Assoluto, la consapevolezza dell’esistenza. Di nient’altro l’Assoluto poteva essere conscio che non fosse dell’esistenza. Questo stadio è dai Sufi denominato Wahdat.
Sperimentare e diffondere la conoscenza dell’unità, la religione dell’amore e della sapienza, così che gli antagonisti delle fedi e delle credenze possano da se stessi cadere, il cuore umano traboccare d’amore, e tutti gli odi provenienti dalle distinzioni e dalle differenze essere definitivamente estirpati.
Scoprire la luce e il potere latenti nell’uomo, segreto di tutta la religione, forza del misticismo, essenza della filosofia, guardandosi dall’interferire negli usi e nelle credenze altrui.
Aiutare ad avvicinare, con lo scambio del pensiero e delle idee, i due opposti poli del mondo, l’Oriente e l’Occidente, così che per se stessa la fratellanza universale possa costituirsi, e l’uomo possa andare incontro all’uomo al di sopra delle strette frontiere nazionali e di razza.
Sono questi i tre insegnamenti fondamentali di Hazrat Inayat Khan, illustrati in questo libro più volte pubblicato e poi dimenticato.
HAZRAT INAYAT KHAN nacque nel 1882 a Baroda, sulla costa occidentale dell’India inglese. Divenne presto popolare nel suo Paese, che abbandonò a ventotto anni per dirigersi prima in America e poi in Europa, in un pellegrinaggio di conferenze e incontri pubblici. Rientrato in India nell’autunno 1926, morì l’anno successivo a Delhi, lasciando dietro sé un vasto seguito di discepoli.
Ci sono e ci sono stati diversissimi ambiti e approcci e visioni con cui l’ipnosi è stata recepita, attuata e valutata. Dalla spirituale alla religiosa, dalla scientifica e parascientifica a quella più specificatamente medica, dalla psicoanalitica a quella comunicazionale, insieme ad altri modelli. Di tutto questo, per l’argomento affrontato, è chiaro che l’approccio all’ipnosi nel campo spirituale e religioso è quello serve come sfondo e come anticamera a quello che analizzeremo, fermo restando il presupposto della visione moderna o comunicazionale.
L’autoipnosi, sotto questo punto di vista, può essere definita come “l’arte di pensare nella corretta maniera” cioè l’arte di comunicare efficacemente con se stessi in modo da riuscire a creare effettivo equilibrio in se stessi ed avvicinarsi sempre più ai propri obiettivi.
Il percorso mistico e contemplativo qui descritto non è un percorso “magico” o teso all’acquisto di un particolare potere. È un percorso esperienziale di possibilità. Si tratta di “un’esperienza religiosa”, secondo cui mistico è chi non crede semplicemente in Dio, ma di lui fa esperienza, in modo che la figura di Dio per il mistico è una realtà tangibile, e quasi concreta, e non più una teoria teologica e filosofica.
Vivere nella vita meditando: è questa la vera abilità transcontestuale che i santi con le loro opere e la loro vita hanno insegnato, ed è questo il messaggio che anche noi possiamo vivere sempre. Ignazio di Lodola, Teresa d’Avila, Francesco d’Assisi, Maestro Eckhart conoscevano le tecniche di meditazione e le applicavano consapevolmente
Vivere d’orazione e di contemplazione alla fine è stare anche con i piedi per terra, vivere la vita di tutti i giorni secondo una dimensione contemplativa.Vivere nella vita meditando: è questa la vera abilità transcontestuale che i santi con le loro opere e la loro vita hanno insegnato, ed è questo il messaggio che anche noi possiamo vivere sempre. Ignazio di Loyola, Teresa d’Avila, Francesco d’Assisi, Maestro Eckhart conoscevano le tecniche di meditazione e le applicavano consapevolmente
Vivere d’orazione e di contemplazione alla fine è stare anche con i piedi per terra, vivere la vita di tutti i giorni secondo una dimensione contemplativa.
Ci sono e ci sono stati diversissimi ambiti e approcci e visioni con cui l’ipnosi è stata recepita, attuata e valutata. Dalla spirituale alla religiosa, dalla scientifica e parascientifica a quella più specificatamente medica, dalla psicoanalitica a quella comunicazionale, insieme ad altri modelli.
Di tutto questo, per l’argomento affrontato, è chiaro che l’approccio all’ipnosi nel campo spirituale e religioso è quello serve come sfondo e come anticamera a quello che analizzeremo, fermo restando il presupposto della visione moderna o comunicazionale.
L’autoipnosi, sotto questo punto di vista, può essere definita come “l’arte di pensare nella corretta maniera” cioè l’arte di comunicare efficacemente con se stessi in modo da riuscire a creare effettivo equilibrio in se stessi ed avvicinarsi sempre più ai propri obiettivi.
Il percorso mistico e contemplativo qui descritto non è un percorso “magico” o teso all’acquisto di un particolare potere. È un percorso esperienziale di possibilità. Si tratta di “un’esperienza religiosa”, secondo cui mistico è chi non crede semplicemente in Dio, ma di lui fa esperienza, in modo che la figura di Dio per il mistico è una realtà tangibile, e quasi concreta, e non più una teoria teologica e filosofica.
Un libro di Gian Carlo Manzoni
Collana GNOSI
formato 14×20 brossura
pagine 212, euro 16,00
James W. Heisig – 2008 – 144 pagine … Marco, // Quinto Vangelo e gli scritti attribuiti a Tomaso, Marco Valerio Editore, Torino 2001. DAVIES, Stevan L., The Gospel of Thomas and Christian Wisdom, Seabury, …
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Béatrice Barbalato – 2006 – 278 pagine
8 A questo argomento è dedicato il libro a cura di Lucio SAVIANI, Poros, Torino, Marco Valerio Editore, 2002. Tra gli autori di questa antologia Eleonora PUNTILLO, giornalista e scrittrice che ha pubblicato sul tema dei vuoti : Grotte e …
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Piero Coda, Paolo Diego Bubbio – 2007 – 255 pagine … in «Annuario Filosofico» 18 (2002), pp. 259- 284, e Id., Esistenza e dialogo . Gabriel Marcel e l’Italia, Marco Valerio Editore, Torino 2005. 3 «La fase storica attuale, dominata dal processo di globalizzazione, sembra delineare …
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2006
Ha pubblicato con Marco Valerio Editore Quaranta letture. Percorsi critici nella letteratura italiana contemporanea, Quarantatre letture – Il sud nella letteratura italiana contemporanea. Una terza raccolta di letture sta per uscire , …
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Mauro Maldonato – 2005 – 176 pagine
Vili, tomo II. RESTA C., // luogo e le vie. Geografie del pensiero in Martin Heidegger. Franco Angeli, Milano, 1996. SAVIANI L., Poros. Idee di Napoli e variazioni sul tema del Mediterraneo. Marco Valerio editore, Torino, 2002. …
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Nicola Maglione, Associazione letteraria … – 2005 – 314 pagine … nel 2003 «Messaggi e informazione» (Marco Valerio editore) e «Modelli per sistemi complessi» ( Sta rry link editrice). Dal 1 99 1 lavora presso il centro di calcolo dell’Università di Bologna. …
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Gianfranco Bandini, Carla Ida Salviati, Aldo … – 2007 – 283 pagine … I programmi della scuola elementare dall’Unità d’Italia al 2000, Torino, Marco Valerio Editore, 2002. 41 R. Zeno, Il primo anno di insegnamento oggettivo , cit., p. ILI. 42 Ivi, pp. 4-7 e sgg. …
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Università di Pavia – 2007 … II poeta maledetto e I’attore sconosciuto, Torino, Marco Valerio Editore 2003, pp. 270. L’autrice, ricercatore di Storia Romana presso il Dipartimento di Filologia, Linguistica e Tradizione Classica dell’Università di Torino, …
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University of Toronto. Dept. of Italian and … – 2003
STUDI E IPOTESI SU METODO E RETORICA DELL ‘INTERPRETARE Torino: Marco Valerio Editore, 2002. 304 pp. Con questo volume, Peter Carravetta …
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Academia della Crusca, Florence – 2007 … il cristianesimo dato non come una dottrina mistica, ma come una morale nuora, trad. it. Torino, Marco Valerio Editore, 2001 (il saggio fu …
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University of Toronto. Dept. of Italian Studies – 2003
STUDI E IPOTESI SU METODO E RETORICA DELL INTERPRETARE Torino: Marco Valerio Editore, 2002. 304 pp. on questo volume, Peter Carravetta (professore di italiano e letteratura comparata alla City University of New York) continua e …
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Centro studi piemontesi – 2003
Rosanna Roccia Roberto Sandri-Giachino, Sei secoli in Piemonte: genealogia Sandri-Giachino, Torino, Marco Valerio Editore, 2001, pp. IV-564, ill, con 10 alberi genealogici nel testo. La ricerca dei propri antenati e radici e gli studi …
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Giuseppe Baffico, Anne-Christine Faitrop-Porta – 2007 – 205 pagine …Marco Valerio Editore Stampa Boxerlibri – Torino …
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Bruno Bottiglieri, Valerio Castronovo – 2005 – 624 pagine
Genealogia Sandri-Giachino, Marco Valerio Editore, Torino 2001. d) In particolare sull’opera imprenditoriale di Sergio Pininfarina S. Pininfarina, Pininfarina. Figurini Renderings, Les modèles, Automobilia, Milano 1983. …
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Angelo Gambella – 2008 – 180 pagine … Milano, 2006; A. Santosuosso, Barbari, predoni e infedeli: la guerra nel Medioevo, Carocci, Roma, 2005; A. Sciascia, L’incastellamento nell’Europa occidentale. Fonti e dibattito storiografico, Marco Valerio Editore, Torino, 2007; …
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SILVANA EDITORIALE – 2006 – 88 pagine … Le immagini alle pagine 68-69 sono contenute nel volume di Cristian Bonaldi, / camaleonti insidiosi. Marco Valerio Editore, Torino 2005 Un particolare ringraziamento a don Davide Rota, don Giovanni …
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Maldonato, Mauro – 2004 – 183 pagine
SAVIANI, L. Poros: idee di Napoli e variazioni sul tema del Mediterraneo. Turim: Marco Valerio Editore, 2002. …
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Antonella Marchetti, Davide Massaro, Annalisa … – 2007 – 176 pagine
Floris S. (2003). L’ironia ovvero Ia filosofia del buonumore. Marco Valerio Editore, Torino. Fonagy P. e Target M. (2002), Psicopatologia evolutiva: le teorie psicoanalitiche, Cortina, Milano, …
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Università di Bari. Istituto di storia greca e … – 2004 … II poeta maledetto e l’attore sconosciuto, Torino, Marco Valerio Editore2003, pp. 272. ODDONE LONGO, Saperi antichi. Teoria ed esperienza nella scienza dei Greci, Venezia, Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti (Memorie. …
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Andrea De Benedetti – 2004 – 169 pagine
Il mercato dell’editoria che non esiste, Torino, Marco Valerio Editore. BAZZANELLA, e, (in stampa), “Ripetizione polifonica” e intertestualità nei titoli dei giornali, in Generi, architetture e forme testuali. …
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2008
U.65 // segreto di Pulcinella (Todaro, 2004), 65 La bella Napoli (Marco Valerio Editore, 2002), …
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Francesco Panero – 2004 – 233 pagine … nord-occidentale “Marco Valerio Editore Via Sant’Ottavio, 53 101 24 Torino . TO La riproduzione, anche solo parziale, di questo testo, a mezzo di copie fotostatiche o con altri strumenti, senza l’esplicita autorizzazione dell’ Editore …
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Luigi Capuana – 2006 – 272 pagine
Luigi Capuana Giacinta ®I Boxer by Marco Valerio Editore Via Sant’Ottavio, 53 10124 Torino TO La riproduzione, anche solo parziale, di questo testo, a mezzo di copie fotostatiche o con altri strumenti, senza l’esplicita autorizzazione …
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Bartolomeo Di Monaco – 2006 – 508 pagine … Antonella Magliulo Invito al cinema Guida alla visione e all’analisi del film Marco Valerio Editore…
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E’ uscita la seconda pubblicazione della poesia di Tiziano Fratus negli Stati Uniti: dopo il poema A Room in Jerusalem pubblicato nel 2008 da Farfalla Press / McMillan & Parrish di Brooklyn, esce il selected poems Creaturing, a cura di Francesco Levato, direttore del Poetry Center di Chicago, per la Marick Press di Grosse Pointe Farm / Detroit.
Il volume sarà presentato in un tour coast to coast che toccherà le città di New York (Columbia University, Bowery Poetry Club), Minneapolis (Open Book) and St Paul (Macalester College), Chicago (University of Illinois, Istituto Italiano di Cultura), Detroit (Ewald Library), San Diego (San Diego State University), Santa Crux (The Felix Kulpa Gallery), nel mese di aprile 2010.
CARLO MOLINARO PRESENTA UNA CITTA’ ALLA MASSENA 28
16 aprile 2010, ore 21.30: Carlo Molinaro presenta la neonata raccolta di poesie Una città.
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IN CANTIERE
Sono in cantiere il poema Mi è testimone la terra di Francesca Tini Brunozzi; la sesta antologia territoriale nell’ambito del progetto «Nuova Poesia Piemontese», La nebbia non si mangia. Dodici poeti alessandrini, a cura di Sandro Montalto; Isola Marina, la selezione antologica della poesia di Mariela Griffor; la selezione antologica della poesia di Aldo Ferraris, Le navi; la nuova raccolta di poesie di Gabriela Fantato, Quaderno di soli nomi.
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CERIA SU «LA STAMPA» E CONVERSAZIONE CON FRANZ KRAUSPENHAAR | Recensione di Gianluca Mercadante nella rubrica «Librando» del 3 febbraio 2010 a Il cartografo di Ugo Ceria. | Conversazione con Franz Krauspenhaar, autore della raccolta di poesie Franzwolf, un’autobiografia in versi, collana «I Sassi».
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IN CANTIERE ALL’ESTERO
Sono in preparazione antologie di poesia italiana con nostri autori in Canada (Guernica Editions, Toronto), Argentina (Editoriales en Danza, Buenos Aires), Viet Nam (The Gioi Publishers, Ha Noi), l’antologia O Molosso e outros Molossos di Tiziano Fratus, a cura di Pedro Teixeira e Prisca Agustoni, Maza Ediçoes, Belo Horizonte, il volumeSelected Poem di Fabiano Alborghetti, Marick Press, Detroit. Altri progetti in Francia, Portogallo, Germania, Spagna, India. Poesie di Tiziano Fratus sono in uscita nei nuovi numeri delle riviste «DiVersos» (Portogallo), «Hochroth» (Germania), «Les Citadellles» (Francia – insieme a poesie di Francesca Tini Brunozzi), «The Los Angeles Review» (Stati Uniti d’America), «Poetry International» (Stati Uniti d’America), «Gradiva» (Stati Uniti d’America), «Ping Pong / Henry Miller Library» (Stati Uniti d’America – insieme a poesie di Gianni Marchetti).
Torna dopo un lungo silenzio Bartolomeo Di Monaco, scrittore e critico letterario amato dalla Rete, e anche dagli studenti, per le sue schede di lettura esaurienti, che spaziano ormai su larga parte della letteratura italiana ed europea moderna e contemporanea.
Con il libro in uscita (ma sicuramente non ultimo, visto che viene annunciato come primo volume di una serie che ci auguriamo prosegua), Letture sparse tra vecchio e nuovo, l’autore lucchese esplora scrittori italiani nell’arco di un secolo, completando le opere precedenti e giungendo ad offrire al lettore un panorama più che esaustivo.
Uno strumento di consultazione eccezionale e unico nel suo genere per gli amanti della letteratura e per i giovani. Ogni autore e ogni opera sono analizzate con approfondimenti, schede biografiche, proposte comparate. Strumenti utili per il lettore forte, che voglia selezionare i propri percorsi culturali ed utilizzare le schede come guida all’acquisto, e indispensabili agli studenti per affrontare le prove scolastiche.
Schede e letture delle opere di:
Luciano Anselmi – Eraldo Baldini – Anna Banti – Laudomia Bonanni – Davide Bregola – Raffaello Brignetti – Paolo Buchignani – Achille Giovanni Cagna – Marco Candida – Gaetano Cappelli – Eleonora Cavallini – Guido Cavani – Teresa Ciabatti – Emidio Clementi – Leonardo Colombati – Mauro Covacich – Andrea De Carlo – Federico De Roberto – Mario Desiati – Luca Doninelli – Paola Drigo – Giovanni Faldella – Corrado Farina – Domenico Giuliotti – Michele Governatori – Carolina Invernizio – Franz Krauspenhaar – Mario Lattes – Carlo Lucarelli – Marino Magliani – Gianna Manzini – Giancarlo Marinelli – Lucio Mastronardi – Carlo Mazzantini – Stelvio Mestrovich – Lorenzo Montano – Giorgio Montefoschi – Alberto Moravia – Marino Moretti – Nico Orengo – Raffaele Nigro – Piersandro Pallavicini – Alfredo Panzini – Goffredo Parise – Antonio Pizzuto – Federico Platania – Angelo Ponsi – Livio Romano – Giampaolo Rugarli – Enzo Siciliano – Mattia Signorini – Ardengo Soffici – Alfio Squillaci – Bonaventura Tecchi – Remo Teglia – Fabio Tombari – Giancarlo Tramutoli – Paolo Volponi – Cinzia Zungolo
IN OCCASIONE DELL’USCITA DEL NUOVO VOLUME MARCO VALERIO EDIZIONI OFFRE UNO S CONTO ECCEZIONALE PER ACQUISTARE TUTTE LE OPERE DI BARTOLOMEO DI MONACO A 79,00 euro invece di 105,00. Per saperne di più, visitate la libreria on line.
Ora è il momento di far parlare la musica. Salgo con un balzo sul podio. Si fa strada il silenzio.
Osservo l’orchestra.
Sono tutti schierati. Un mio cenno col viso. Ebbene sì, siamo pronti: così paiono dirmi.
Bene, ci siamo. Finalmente.
Dispiego verso di loro la mano sinistra e la bacchetta stretta tra il pollice, l’indice e il medio della destra.
Pronti gli archetti sui violini, viole, violoncelli e contrabbassi: un rumore sottile e dolce.
Si comincia.
È la sera di sabato 10 agosto 2002. L’ultima recita della Traviata di Verdi al Festival di Salisburgo. Nel suo camerino, Enrico Liverani, direttore d’orchestra di fama internazionale, sconvolto da una lacerante crisi personale, decide improvvisamente di smettere con la carriera artistica.
Interrompe i contatti con il mondo circostante e si ritira in una casa sulle colline dell’estremo ponente ligure, a pochi chilometri dal confine con la Francia. In cerca di se stesso, delle sue radici, di una risposta alle proprie domande.
E i frammenti dell’Ottava sinfonia di Anton Bruckner, echi di un passato e di un entroterra vissuto nella solitudine, che affiorano spesso nella sua mente. Al punto tale da spingerlo a studiare quella mastodontica composizione.
Poi, un giorno, la svolta: una strana lettera arrivata nell’ufficio del suo commercialista, l’unico vero contatto rimasto con il mondo circostante.
Da questo episodio si sviluppa una serie di colpi di scena che condurranno ad esiti imprevedibili. Sarà proprio il suo ritorno sul podio in un concerto sinfonico a Lucerna nell’agosto 2005 a svelargli la verità che ad ogni costo cercava di rimuovere dalla propria vita. E a riconciliarsi col mondo che lo circonda.
Un romanzo esistenziale che parla del precariato delle nostre vite.
Un romanzo che ci conduce dentro lo svolgimento di un concerto sinfonico, nella ricerca di raccontare e descrivere attraverso la musica un sofferto cammino spirituale.
Un romanzo che parla anche del precariato lavorativo, visto attraverso lo scenario poco conosciuto dell’attuale sistema internazionale della musica classica e lirica, diviso tra fondazioni, festival primaverili ed estivi, orchestre giovanili, produzioni tv, pay-per-view, video-on-demand e home video, nel vortice di un mercato mondiale in radicale e vorticoso cambiamento.
Davanti ai nostri occhi. E alle nostre orecchie.
Achille Maccapani (Rho, 1964) vive e lavora a Ventimiglia.
Ha pubblicato i romanzi Taci, e suona la chitarra (Frilli, 2005 – XXII Premio letterario Città di Cava de’ Tirreni), Delitto all’Aquila nera (Zona, 2007) e Confessioni di un evirato cantore (Frilli, 2009).
Collabora a “Italia Oggi” ed è redattore di “La poesia e lo spirito”.
L’antica arte giapponese del furoshiki realizza con un semplice telo di cotone, un foulard di seta o qualsiasi quadrato di stoffa veri e propri capolavori nella confezione dei doni e degli oggetti.
Arte, fantasia e creatività si uniscono oggi alla necessità della donna moderna di inventare soluzioni eleganti ma contemporaneamente pratiche per passare dall’ambiente di lavoro al tempo libero, da un incontro elegante alle incombenze della spesa al supermercato.
La scomparsa imminente degli shopper in polietiletene offre inoltre un’opportunità per dare una risposta ecologica e insieme di grande stile: il foulard creativo.
Valentina Sardu, giovane designer e appassionata di moda e arte giapponese, ha pazientemente raccolto e realizzato per le lettrici una collezione di moda assolutamente unica e innovativa. Che scegliate un foulard di seta firmato da un grande stilista o troviate lo stesso oggetto su una bancarella a pochi centesimi, grazie ai consigli di questa giovane firma italiana, sarete in grado di realizzare magnifiche borse per la spesa settimanale, eleganti poquette, sfiziosi porta bottiglie, confezioni raffinate per regalare qualsiasi tipo di oggetto, lasciando a bocca aperta le amiche.
Il volume contiene tutti i disegni e le istruzioni passo passo per decine di realizzazioni diverse e di altissimo effetto, un dvd con i video per aiutarvi a muovere i primi passi e un foulard di design giapponese per iniziare immediatamente a dare sfogo alla vostra creatività.
In pochi minuti avrete già la vostra prima realizzazione di moda.
A partire da febbraio 2010 potrete seguirci anche su Facebook e Youtube e visitare il blog
foulardcreativi.wordpress.com
L’antica arte giapponese del furoshiki realizza con un semplice telo di cotone, un foulard di seta o qualsiasi quadrato di stoffa veri e propri capolavori nella confezione dei doni e degli oggetti.
Arte, fantasia e creatività si uniscono oggi alla necessità della donna moderna di inventare soluzioni eleganti ma contemporaneamente pratiche per passare dall’ambiente di lavoro al tempo libero, da un incontro elegante alle incombenze della spesa al supermercato.
La scomparsa imminente degli shopper in polietiletene offre inoltre un’opportunità per dare una risposta ecologica e insieme di grande stile: il foulard creativo.
Valentina Sardu
Valentina Sardu, giovane designer e appassionata di moda e arte giapponese, ha pazientemente raccolto e realizzato per le lettrici una collezione di moda assolutamente unica e innovativa. Che scegliate un foulard di seta firmato da un grande stilista o troviate lo stesso oggetto su una bancarella a pochi centesimi, grazie ai consigli di questa giovane firma italiana, sarete in grado di realizzare magnifiche borse per la spesa settimanale, eleganti pochette, sfiziosi porta bottiglie, confezioni raffinate per regalare qualsiasi tipo di oggetto, lasciando a bocca aperta le amiche.
Il volume contiene tutti i disegni e le istruzioni passo passo per decine di realizzazioni diverse e di altissimo effetto, un dvd con i video per aiutarvi a muovere i primi passi e un foulard di design giapponese per iniziare immediatamente a dare sfogo alla vostra creatività.
In pochi minuti avrete già la vostra prima realizzazione di moda.
A partire da febbraio 2010 potrete seguirci anche su Facebook e Youtube e visitare il blog foulardcreativi.wordpress.com
Da qualche tempo però aveva un pensiero nella testa: ora aveva raggiunto i diciotto anni, lavorava peggio di una bestia e non aveva ancora la bici.
Così una volta che sia lui che suo padre stavano appoggiati al manico della zappa per asciugarsi il sudore tirò la pietra.
“Tutti i miei amici hanno la bicicletta – disse piano – adesso è ora che anch’io cominci a portarmi alle feste e sono troppo grande per far-mi menare dagli amici sul tubo: che figura ci fac-cio davanti alle figlie?”
Aldo Rosa, fotografia di E. Toniato
Aldo Rosa, oltre che scrittore di racconti evocativi, è noto critico d’arte e collaboratore dell’Eco del Chisone, vive a lavora a Vigone, nell’area di Pinerolo, in provincia di Torino.
La bici di Matteo raccoglie una serie di racconti ambientati a Vigone, nella bassa Pinerolese. Luogo di contadini, di lavoro arido, ma anche grande centro culturale fin dal Medioevo, dove il critico d’arte ha trovato le radici per l’ispirazione del suo ormai ultradecennale lavoro in campo letterario e giornalistico
La Stampa del 3 febbraio 2010, Librando E’ un viaggio la “prima” del poeta Ugo Ceria di Gianluca Mercadante
Che cos’è una vita se non un viaggio, contrassegnato dalle stazioni, dalle pause, dai (rari) momenti in cui il terreno sembra offrirsi a quelle radici che a un certo punto ci sono necessarie. Il vercellese Ugo Ceria, classe 1970, mette in scena questo nella sua prima raccolta poetica, dal sintomatico titolo Il cartografo (Manifattura Torino Poesia, pp. 120, €10). È in effetti una mappa, quella che I’autore disegna a parole dalle prime pagine, con lo scopo di raccontare un viaggio fisico ed esistenziale, i cui passi partono da Vercelli e proseguono verso Milano, Parigi, Madrid. Colpisce I’uso della metafora che s’impasta alle potenti immagini evocate nei versi, per dare infine vita a una poesia epidermica, scritta sulla pelle, indossata sotto gli abiti. Su tutte, primeggia quella di un appartamento in condivisione d’affitto nel capoluogo lombardo: una realtà vista e rivista, che I’autore ci presenta invece nell’inedita veste di una nave. «Siamo al secondo piano – scrive Ceria – e il troppo vento che agita le onde / squassala chiglia e ci raccoglie stretti / a respirare». Dallo stesso editore, Ceria ha preso parte all’antologia Pollockiana, curata da Francesca Tini Brunozzi.
Le edizioni TorinoPoesia sono una realtà vivace e ben condotta, con un catalogo che guarda molto seriamente lontano. Tra gli autori letti di recente, Francesca Tini Brunozzi (assieme ad un manipolo d’altri che tratterò in altre occasioni) è stata una scoperta non da poco. Pubblica nel 2007 “Frau”, volume che raccoglie poesie scritte tra il 1993 ed il 2007, divise in sezioni, ognuna però riconducibile ad una netta e forte linea comune: la poesia civile, quella della denuncia e dell’indignazione, del perdono anche e della realtà senza mediazione, quella della realtà che viene respirata dal cuore e diviene dolore o – a seconda dei casi – trasforma in recupero, riscatto o liberazione.
Confesso che la mia sezione preferita è quella d’apertura, “Padre mio che sei in cielo / preghiera civile”, ventisette testi di sette versi ciascuno di una bellezza e forza che una sola lettura non basta: la Seconda Guerra Mondiale vista con gli occhi di una moltitudine e due soli personaggi assieme, gli eventi, e la terza o millesima presenza, quella dell’autrice/osservatrice che tutto ripercorre e traccia con filamenti erosivi di lucidità e amore stupefacenti, di condanna e pietà, di impotenza e l’inspiegabile attonita presenza della coscienza, il sapere che il senso della morte avviene attraverso il corpo degli scomparsi – nostre fonti – ma ancor più grazie a chi ne può raccontare, gli scampati, ribelli della cronologia degli eventi contrari, apparentemente astorici, in contrasto con il monopolio della violenza eppure vittime essi stessi, vincitori ma detriti. L’intera sezione è però dedicata alla madre (rivelazione scoperta solo alla fine della sezione) proiettando i ventisette testi verso una direzione finale differente, inaspettata.
Seguono in ordine di assoluto piacere la seconda e la terza sezione che assieme alla prima valgono l’intero libro e delle quali tratteggerò solo qualche punto (le ultime due, quarta e quinta -che il volume chiudono- non le tralascio per disattenzione ma per concentrare invece su quanto immediatamente si è imposto all’attenzione ed al cuore)
Rispetto alla sezione d’apertura, diversissima la seconda: “Poltrona Frau/ poesie con handicap”. La composizione delle poesie è ancora una volta programmata su una sorta di geometrica scansione: tranne la prima in apertura, le successive sono tutte composte secondo una sorta di graffio: nove versi, divisi in stanze di tre, impaginati per “cascare” lentamente da sinistra a destra, come se slittassero, cadessero piano. Versi brevissimi, quasi haiku, quasi epigrammi. Un dialogo che è pensabile rivolto alla madre o essere un parlato di madre (ma non riprende, non direttamente quanto è invece la “dedica” diretta data alla prima sezione), di donna, di ogni donna. Un dialogo più con sé stesse che con un terzo interlocutore, un dialogo vivacissimo, diretto, senza mezzi termini. Pochi tratti, piccoli sferzate di verità, appunto, graffi.
La terza sezione è la più marcatamente ludica, “non ballo alle feste”. Testi lunghi, assonanze martellanti, anche ritornelli, testi smaccatamente polemici o provocatori, proprio da “cattiva ragazza” o piuttosto da qualcuno troppo sincero (o disilluso); sono sberle queste poesie, sputi, sono pugni pestati in preda ad una sbronza o sono la massima realtà possibile che viene gettata in faccia ma che non si vuole ascoltare. A tratti collego talune scene alle poesie di Bukowski. Rapporto lui/lei o familiari, immagine del sé o dell’altro che il proprio sé proietta verso di noi; colate di vetriolo (anche gentile a volte, per quanto può essere gentile venire così ustionati) appoggiati senza apparente continuità temporale in una sezione dove tutto gioca e tutto viene utile per una ennesima denuncia e dove i mezzi vanno dall’uso smodato di americanismi, all’uso di caratteri speciali al posto delle lettere come ad esempio l’uso del segno $ al posto della S, pseudo-trascrizione fonetica in favore di una esse palatale (da pronunciarsi come in sciarpa o scialle) a riprodurre la koinè Ungarettiana, quando commentava le puntate televisive dell’Ulisse (che pronunciava Ulissce), quanto la più sfrontata lingua che si possa versare in una poesia.
Vale la pena questa pubblicazione, sfaccettata, ritmica, bruciante: vale la pena per il senso vivido e puro di una poesia civile che non si nutre di stereotipo o peggio vagheggia di concetti astratti. Francesca Tini Brunozzi nella realtà della terra è immersa, per davvero. Si è sporcata le mani, di terra, e si vede.
Nuova edizione riveduta e corretta
Pagine 540
Formato 13 x 20 brossura
“Il quattro luglio, alle dodici e tre quarti, donna Fedele arrivava, nel solito biroccino tirato dal solito cavalluccio, alla stazione di Seghe. Si divertì a far conversazione, nella sala d’aspetto, con un vecchio mandriano puzzolente, dal quale l’ostessa del villaggio si era allontanata con una smorfia di schifo. Udito il fischio del treno da San Giorgio, uscì nel sole ardente senza curarsi di aprire l’ombrellino.”
Un impeccabile capolavoro nella descrizione del personaggio femminile di Leila
Quarto della serie iniziata con i più celebri Piccolo Mondo Antico e Piccolo Mondo Moderno, e poi con Il Santo, Leila rappresenta il tentativo dello scrittore vicentino di affrontare le sue convinzioni cristiane in polemica con la Chiesa istituzionale. I personaggi di Leila partecipano vivamente alla vita dello spirito. Vi sono i rappresentanti dell’estrema destra, l’arciprete don Tita, il canonico don Emanuele, gente di costumi immacolati, ma di cuore gretto e di mente chiusa, ma anche la gente di “mal costume”, il losco sior Momi, padre di Leila, la madre galante, i furbi e gli imbroglioni.
ANTONIO FOGAZZARO (1842 – 1911) nasce in una famiglia della borghesia cattolica vicentina. Trasferitosi a Torino per gli studi universitari, intraprende la carriera legale, che proseguirà al rientro nella città natale. La sua carriera letteraria viene consacrata nel 1881 da Malombra, cui fanno seguito Daniele Cortis(1885), il capolavoro Piccolo Mondo Antico (1895), da cui partirà la tetralogia: Piccolo Mondo Moderno (1901), Il Santo (1905), Leila (1910).
Prosegue l’impegno di Manifattura Torino Poesia per promuovere le nuove voci della poesia piemontese, attraverso le raccolte antologiche dedicate ai giovani, provincia per provincia.
Un’esperienza che da alcuni anni permette di fare emergere,, grazie al’estro da talent scout di Tiziano Fratus, che dell’ormai affermato marchio editoriale è la guida, e delle due curatrici, Sandra Baruzzi e Anna Tabbia.
Sono ancora una volta dodici (numero simbolico, ovviamente) i nomi selezionati per questa nuova raccolta, che sarà presentata nel mese di gennaio 2010: Albino Barrel, Sandra Baruzzi, Lina Braga, Vincenza de Ruvo, Eugenio Federico Gamerro, Piera Giordano, Eugenio Guarini, Marco Lojacono, Paola Novaria, Dario Pasero, Giovanni Ponzetti, Rina di Giorgio.
Lungi dall’essere pure e semplici raccolte casuali, le antologie si sono dimostrate palestre importanti per la selezione del vivaio poetico piemontese. Un vivaio che ha saputo crescere a misurarsi con il mercato internazionale, come dimostrano le pubblicazioni realizzate in molti paesi europei, specie di lingua anglosassone.
Morgan Palmas è nato a Thiene (VI) nel 1977. Ha vissuto in vari luoghi ma da un po’ di tempo è tornato nel borgo natio, nel piccolo paese di Lugo di Vicenza. Tra le sue attività annovera diversi lavori precari e collaborazioni una tantum, per stare al passo con i tempi. Oltretutto ha collaborato con alcune associazioni di volontariato, l’ultima a Roma dedicandosi ai senzatetto.
Dopo anni di esperienze e di raccolta, studio e approfondimento di materiali editoriali e letterari, nel 2009 si è presentato nel panorama del web con www.sulromanzo.blogspot.com, un blog originale, provocatorio, democratico, utile, in cui si discute di vari temi legati alla scrittura e alla letteratura in generale. Palmas nel mese di maggio 2009 ha lanciato la sfida “Scrivere un romanzo in 100 giorni”, postando 100 lezioni per ogni giorno, terminando nel settembre 2009. Si è presentato come un “Signor Nessuno” che, alias “Radames”, ha tentato di indicare e consigliare dei metodi e delle tecniche per arrivare alla stesura definitiva di un romanzo in breve tempo. Il blog ha avuto consensi, crescita esponenziale di visite anche da parte di autori ed editori.
Da poco ha pubblicato “Scrivere un romanzo in cento giorni” con Marco Valerio Editore, rendendo cartaceo e “materialmente vagante” il lavoro del blog. Inoltre, sta lanciando un’altra sfida via web con “100 ottimi motivi per piantarla di scrivere”.
Tentiamo quindi, con alcune domande, di conoscere qualcosa di più del nostro ospite e soprattutto delle “sfide” che ha lanciato e dei progetti in essere.
1. Palmas, quando ha avviato il suo blog “Sul Romanzo”, ha deciso di mantenere l’anonimato. Ha postato firmandosi Radames, si definiva un “Signor Nessuno” che lanciava una sfida. Al momento della pubblicazione del libro, invece, ha deciso di utilizzare il suo nome. Precedentemente da cosa era dettata quella scelta di anonimato? Timidezza, modestia, voglia di creare curiosità, umiltà o altro?
Negli anni scorsi ho gestito due blog molto attivi: Goccia Cotidiana e Acme del Pensiero, ora defunti. Non pochi blogger mi conoscevano e così, quando decisi di fondare Sul Romanzo, avevo la necessità di concentrarmi sui contenuti senza eventuali etichette per ciò che avevo già fatto on line. Dopo mesi il blog è divenuto collettivo e, quindi, per un’assunzione di responsabilità verso i miei collaboratori ho ritenuto opportuno rivelarmi nel nome e nel cognome. Quasi contemporaneamente è emersa la questione del libro.
2. Passiamo subito alla sua sfida di “Scrivere un romanzo in 100 giorni”. È una pura provocazione o ci crede veramente?
Nessuna provocazione. Io ho scritto un romanzo in circa cento giorni. Ho sempre creduto che per dire agli altri di fare qualcosa sia obbligatorio vivere il qualcosa appunto in prima persona. Questa è almeno la mia idea. Ho voluto condividere una mia esperienza.
Il capitolo XXIII dell’opera “La grande sintesi della tradizione esoterica” di Guido da Todi, edito da Marco Valerio Editore, affronta il dibattuto tema del vegetarianesimo da un punto di vista prettamente esoterico. Molteplici sono le ragioni che spingono gli uomini ad abolire la carne dalla propria alimentazione, ma, nella sua trattazione, Guido da Todi cerca di spiegare il motivo per cui i “discepoli” scelgono, in una delle loro vite, di adottare un’alimentazione vegetariana pur non conoscendone loro stessi le reali ragioni.
Ogni uomo, ad un certo punto della propria esistenza complessiva, cerca un maestro spirituale grazie al quale progredire più velocemente. Molto spesso la risposta è nell’affiliazione ad ordini iniziatici che tramandano da secoli sapere, tecniche ed esperienze. Guido da Todi pare influenzato dal filone teosofico facendo spesso riferimento al Maestro Tibetano che ispirò l’occultista Alice A. Bailey nella scrittura delle sue opere, tra cui “Trattato dei sette Raggi”. A quest’opera rimanda Guido da Todi per spiegare le due cause che portano alla scelta vegetariana per ragioni esoteriche. La prima ragione è l’abbandono, da parte del neofita, di comportamenti che possano nuocere al suo cammino spirituale. Motivo per cui attraverso il corpo si cerca una purificazione che faciliti l’accesso a diversi piani spirituali. Così il neofita cessa di eccitare il suo sistema nervoso con nicotina, alcool, sesso e alimentazione carnea. Del celibato si parla in un altro capitolo dell’opera.
Il neofita, in realtà, non conosce il motivo reale per cui sente che il proprio progesso debba necessariamente passare per una dieta vegetariana. Ci viene spiegato attraverso il Maestro Tibetano che ricorda come il vegetarianismo nasca addirittura durante l’era di Atlantide. Le ragioni occulte della dieta vegetariana sono nella possibilità di sviluppare, attraverso questo regime alimentare, capacità straordinarie quali la chiaroveggenza, ovvero il potere di accedere agli archivi akashici che conservano il sapere del passato, del presente e del futuro. Il motivo per cui un individuo può entrare in comunicazione con l’Akasha, attraverso una dieta vegetariana, risiede della natura del secondo Raggio (una delle sette forze universali che entrano in contatto con i centri psichici dell’uomo detti chakra): alimentarsi esclusivamente di vegetali significa assorbire il potere e la natura del regno vegetale, a cui è strettamente legato il secondo Raggio, e arrivare a padroneggiare l’Akasha.
Fatta chiarezza sulle ragioni esoteriche del vegetarianesimo, dobbiamo procedere su alcuni temi, altrettanto scottanti, trattati dall’autore e riguardanti il rapporto tra karma ed alimentazione.
Dietro ogni libro c’è una somma di azioni, pensieri, inquietudini, angustie, decisioni e speranze condivise giorno per giorno, ora per ora. Ritrovare tutto questo tra le proprie mani in un oggetto di pochi centimetri, ogni volta illude e consola. — Valentino Bompiani
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