Ungaretti legge Ungaretti

Nel vociferare letterario e culturale della Rete, che lentamente si sta trasformando in un brusio indistinto, emerge un canale Youtube dal sapore fané e tuttavia davvero interessante per la capacità di scelta dei video proposti. Stiamo parlando di CulturaInRete, raccolta proveniente per lo più dagli archivi dell’Istituto Luce, che ripropone interviste e servizi RAI in bianco e nero degli anni Sessanta.

Il grande poeta Ungaretti legge una delle sue opere più intense, “I miei fiumi”, scritta nel 1916, nel pieno della sua esperienza di soldato nella Grande Guerra.

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Primo Levi e Torino. Intervista d’epoca

Nel vociferare letterario e culturale della Rete, che lentamente si sta trasformando in un brusio indistinto, emerge un canale Youtube dal sapore fané e tuttavia davvero interessante per la capacità di scelta dei video proposti. Stiamo parlando di CulturaInRete, raccolta proveniente per lo più dagli archivi dell’Istituto Luce, che ripropone interviste e servizi RAI in bianco e nero degli anni Sessanta.

Particolarmente interessanti e attuali, per le proiezioni sull’attuale stato del settore librario e dell’industria editoriale in Italia, le interviste e i servizi realizzati per la trasmissione L’Approdo da Luigi Silori.

Nel corso della trasmissione RAI L’Approdo, nel 1963, Luigi Silori intervista lo scrittore Primo Levi. Emerge il carattere introverso e schivo dell’autore di “Se questo è un uomo”, che l’esuberanza di Silori riesce appena a scalfire. Bella pagina della televisione di quegli anni.

 

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Gli albori dell’industria editoriale

Nel vociferare letterario e culturale della Rete, che lentamente si sta trasformando in un brusio indistinto, emerge un canale Youtube dal sapore fané e tuttavia davvero interessante per la capacità di scelta dei video proposti. Stiamo parlando di CulturaInRete, raccolta proveniente per lo più dagli archivi dell’Istituto Luce, che ripropone interviste e servizi RAI in bianco e nero degli anni Sessanta.

Particolarmente interessanti e attuali, per le proiezioni sull’attuale stato del settore librario e dell’industria editoriale in Italia, le interviste e i servizi realizzati per la trasmissione L’Approdo da Luigi Silori.

L’Approdo, la più longeva trasmissione culturale della RAI-TV, nella puntata del 25.05.1963 mandò in onda un’inchiesta di Luigi Silori sull’allora nascente “industria” editoriale del libro in Italia. Tra gli intervistati si riconoscono gli editori Alberto Mondadori, Giangiacomo Feltrinelli, Giulio Einaudi, Livio Garzanti, Valentino Bompiani e un giovanissimo Umberto Eco, ovviamente senza barba. Molto interessante per comprendere il clima culturale ed economico degli anni del “boom”.

In calce, un doveroso ringraziamento a Morgan Palmas e al suo seguitissimo blog letterario per averci fatto scoprire questa risorsa

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Un fantasma cinese: QQ829.com

Un fantasma cinese turba i sonni dei webmaster occidentali. Da qualche giorno, infatti, nelle statistiche di visita di migliaia di blog in tutto il mondo, scritti in inglese, tedesco, francese e italiano, compare il referrer di un sito cinese, qq829.com, e più precisamente una serie di visite da una specie di sistema di statistiche fanstama che propone una scritta in cinese e un counter apparente.

Il favicon, cioé l’iconcina che compare a sinistra dell’url, sembra un ometto nero niente affatto rassicurante e la traduzione di Google per la scritta è “questo sito è nero”. Il tam tam della Rete è stato velocissimo, lanciando allarmi su possibili invasioni dall’est, attacchi su larga scala, tentativi di intrusione. Qualcuno ha paventato una specie di guerra tecnologica come seconda fase dello scontro fra Google e le autorità cinesi.

Per chi fosse interessato ad approfondire i retroscena, ecco alcuni link delle discussioni in corso fra tecnomaniaci:

I consigli spaziano da una prudente attivazione dei filtri antispam, visto che il dominio pare collegato ad un altro sito notoriamente usato dagli spammer, all’inserimento di un codice per bloccare o limitare gli accessi indesirati, fino all’inserimetno di filtri per impedire l’accesso a tutti i visitatori provenienti dalla Cina.

Google BuzzTrovate le soluzioni nei link che abbamo riportato. Tuttavia, al momento, di tragico non è accaduto prprio nulla. Tenere aggiornato il software del proprio sito, adottare i normali filtri antispam e dare un’occhiata in più ai commenti, sembrano per ora le soluzioni più pratiche e meno dispendiose in termini di fatica informatica. Senza bisogno di paventare una guerra telematica in larga scala, visto che a farsi tutti i fatti nostri, quando scriviamo e leggiamo un’email, ci colelghiamo a un sito qualsiasi o inseriamo un commento in un blog, ci pensano già abbondantemente Facebook, Google e tutti i grandi portali, riempiendo il nostro computer di cookies a go go, con buona pace degli appelli dei garanti della privacy di tutta Europa.



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Edizioni a grandi lettere


Vengono definite secondo gli standard internazionali edizioni a grandi caratteri le pubblicazioni librarie in corpo tipografico non inferiore a 18 punti tipografici. e carattere bastone privo di grazie.
La copertina di un libro a grandi lettere

La copertina di un libro a grandi lettere


Si tratta di pubblicazioni speciali, realizzate per lettori ipovedenti, con un visus particolarmente ridotto e con caratteristiche di impaginazione specifiche: spazi maggiorati fra le singole parole e fra le singole lettere, elevato contrasto dell’inchiostro sulla pagina, stampa su carta avoriata per ridurre fastidiosi riflessi.
La diffusione delle edizioni a grandi caratteri è limitata, poiché riguarda un pubblico potenziale di lettori piuttosto limitato, ma, a causa dell’invecchiamento della popolazione, in crescita.
Negli Stati Uniti e in alcuni paesi europei queste edizioni sono diffuse, mentre in Italia il catalogo delle pubblicazioni è ancora ridotto.
Non costituiva, però una novità, in quanto era tradizionale la pubblicazione di libri di preghiere destinate a persone anziane, caratterizzati dai caratteri molto grandi.
Storicamente, i libri a grandi caratteri sono stati realizzati in Gran Bretagna nel 1964, quando Frederick Thorpe, un distributore librario in pensione decise di ristampare in anastatica vecchie edizioni di classici della letteratura anglosassone in formato doppio rispetto all’originale. A partire dal 1969, il progetto si trasformò in un’impresa editoriale effettiva, attraverso la Fondazione Ulverscroft. L’avvio in Italia avviene negli Anni Settanta, ad opera di Edizioni Grandi Lettere, una casa editrice milanese ora scomparsa.
Marco Valerio Edizioni pubblica dal 2000 la collana LIBERI CORPO 18, dedicata in particolare ai classici e ai testi per la scuola, anche con testi in lingua inglese e francese, e che conta oggi il più ampio catalogo europeo per questo tipo di pubblicazioni.
Alcuni link utili:
Le edizioni a grandi lettere per la cura della dislessia
Una delle applicazioni più recenti delle edizioni a lettura facilitata, che affianca e integra l’intento principale di rendere accessibile la cultura agli ipovedenti, è l’impiego di questi libri per affrontare i problemi di dislessia in età scolastica.
Non di rado, in realtà, i problemi di dislessia sono comunque causati da deficit visivi, che affaticando nel fanciullo l’attività del leggere, tendono a fargli rifiutare o ad applicarsi di malavoglia, provocando come effetto una dislessia che in realtà non è ce un ritardo nel processo di apprendimento.
Tuttavia, anche nel caso di dislessie originarie, l’eliminazione di ostacoli e la riduzione dell’affaticamento e della concentrazione necessaria ad affrontare la lettura con i testi in corpo tradizionale ha dimostrato di favorire inattesi risultati positivi.
Il catalogo in corpo 18 delle Edizioni Marco Valerio contiene innumerevoli testi di ordinario impiego scolastico e molti titoli rivolti ai fanciulli. Libri di avventure e fiabe che possono essere letti con facilità, grazie agli accorgimenti tipografici messi in atto.


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Internet è libertà. L’intervento di Lawrence Lessig al Parlamento Italiano

Lawrence Lessig

Lawrence Lessig, fondatore di Creative Commons è intervenuto nel marzo 2010 al Parlamento italiano per una lectio magistralis sulla libertà di Internet.

Un intervento sicuramente da rivedere e analizzare, nel quale tuttavia emergono a nostro parere più ampie questioni irrisolte sul ruolo e sulle potenzialità della Rete

Intanto vi rimandiamo alla trascrizione dell’intervento, che trovate in originale su La Stampa.

Molte grazie presidente, è un grande piacere per me avere la possibilità di parlare del tema in un modo che credo andrà a integrare quanto ha appena detto lei. Voglio cominciare con tre racconti: il primo comincia nel 1976, ero un giovane adolescente ossessionato da questa ideologia, non perché fossi comunista in realtà ero di destra, ero un grande fan di Ronald Reagan e non è che stessi a favore di questo però era un’ossessione. Quando sono arrivato in Italia, la passione che c’era verso questa ideologia, mi haportato a fare un viaggio come studente universitario attorno a tutti paesi dell’ex blocco sovietico, forse vi ricordate che si portavano dei simboli dell’Occidente in questi paesi, per esempio la gomma masticare e le sigarette che si regalavano viaggiando nell’Europa orientale. Quando sono arrivato in in Bulgaria, l’ultimo dei Paesi in cui mi sono recato ho trovato un parco giochi dove c’erano dei bambini e sono andato al parco giochi per offrire loro della gomma da masticare e mi ha stupito che i bambini hanno preso la gomma da masticare ma non avevano idea di cosa fosse non avevano mai visto la gomma a masticare, erano stati così esclusi dell’Occidente e di questo mi sono ricordato nel 2005 quando ho avuto la possibilità di tornare in Bulgaria per presentare una relazione, in questo luogo straordinario, si chiama la Casa Rossa e ho parlato con molti giovani bulgari e ho scoperto che nel 2005 erano uguali a tutti i giovani in tutto l’Occidente; sapevano forse di più riguardo a Internet rispetto a molti miei colleghi di Standford in California. Nel 2003 sono stato invitato a venire a un convegno organizzato da Viacom una delle aziende di media più importanti del mondo a Scottsdal in Arizona, questo posto bellissimo dove dovevo contribuire a una discussione sulla protezione del diritto d’autore e la tecnologia, ma dato che si conosceva come l’anarchico del diritto d’autore è stato un po’ come gettare un cristiano ai leoni perché i dirigenti della Viacom hanno pensato che era loro dovere picchiarmi retoricamente e quindi questo executive è stato così duro che mi ha mandato dopo l’incontro dele scuse formali ma dopo l’incontro e le critiche feroci che mi erano state rivolte dei dirigenti della Viacom, una serie di giovani della Viacom mi hanno preso parte e mi ha detto bisogna capire che qui siamo in Cina e noi aspettiamo che muoiano e poi andremo al potere noi. Infine, nel 2001 ho cominciato ad avere dei contatti con dei giovani studenti francesi sui temi che riguardano la cultura libera e il software libero, la mia idea della Francia si è formata dall’incontro con questi studenti e l’anno scorso sono stato invitato al palazzo dei Papi a Avignone. Dovevo parlare ai leader dell’industria culturale francese. Ho fatto la mia presentazione e c’è stata una risposta stupita, mi hanno detto. “è stata una lezione eccezionale forse più interessante che abbia mai sentito”, ma erano in completo disaccordo con tutto quello che avevo detto. Questo ha stupito me, perché non avevo detto niente con cui con cui qualcuno potesse essere in disaccordo, avevo detto delle cose banalissime. Quindi volevo capire che cosa fosse stato che aveva portato a questo disaccordo da parte di queste persone, per cui ho seguito i leader a una discussione con gli studenti. C’erano diversi studenti che si sono alzati una volta e hanno formulato delle domande riguarda a Internet a questi leader del settore culturale francese, domande che mi sembravano chiarissime e uno alla volta questi studenti sono stati corretti e rimproverati da questi leader perché dicevano che non avevano capito niente sul futuro. E infatti uno dei leader ha detto “il mio lavoro è quello di difendere gli usi che si stanno perdendo ” e dopo di ciò, uno degli studenti ha detto: “questo è sempre stato il sogno dei dinosauri”. Quindi, la separazione che vediamo nel mondo oggi, non è tanto una divisione fra le nazioni, ma più una separazione fra le generazioni.

Internet è libertà

La separazione fra i componenti della generazione Y nei diversi paesi in cui vive, è minore rispetto alla separazione che abbiamo noi con i giovani all’interno dei paesi in cui viviamo. È un divario grande e sta crescendo. Quindi se legiferiamo per noi, tendiamo a legiferare contro di loro. Ma dobbiamo capire che la legge della natura dice che noi non li sconfiggeremo. L’unica domanda è come ci ricorderanno loro, se ci ricorderanno come dinosauri in un’epoca che sta morendo, e che è già il passato. Questo è un evento in cui vogliamo celebrare la Rete. Di solito preferisco parlare di Internet. Per celebrare l’Internet, prima di tutto dobbiamo cercare di capire che cosa non è. Non possiamo capire Internet se pensiamo a delle delle applicazioni singole, come non si poteva capire la stampa pensando a dei libri specifici o l’importanza del mercato teorizzato da Adam Smith pensando ai beni che venivano scambiati sul mercato. Internet è una cosa che permette delle cose, come il mercato permetteva delle cose come la stampa permetteva dellle cose. Internet permette delle cose, è una creatura che permette innovazione, una innovazione non progettata e non prevista., Innovazione, quello che altri chiamano la libertà. Che tipo di innovazione? Se l’uomo fosse solo buono, anche l’innovazione sarebbe soltanto buona. Però non c’è bisogno di un professore per ricordarvi che non siamo soltanto buoni; nella nostra società c’è sia il bene che il male e qui, come dappertutto, c’è bene e male. Quindi c’è del bene su Internet, Google, Facebook, You Tube anche i Tunes, anche se qualcuno lo mette in dubbio, e poi ci sono delle cose che non vanno bene: i virus lo spam, i botnet che si appropriano dei computer, il malware. Queste sono cose maligne e distruttive in tutta la Rete e noi patrocinatori, noi fan di Internet, passiamo troppo tempo ad elogiare il buono e a dimenticare il male. Dobbiamo ricordarci sempre anche del male, per capire come Internet fa diventare la società in cui vivremo. Ci sono tre cose che dobbiamo ricordare: il contesto del diritto d’autore, il contesto del giornalismo e il contesto della richiesta crescente di trasparenza da parte della società. Prima di tutto il diritto d’autore. C’è del bene nel contributo che ha dato Internet al settore creativo in tutto il mondo. Internet ha spinto l’innovazione, l’innovazione ha creato un’enorme varietà nella cultura accessibile tutti, una varietà commerciale, il mio collega Chris Anderson descrive questo con la dinamica della coda lunga. Internet permette ad una gamma molto più ampia di prodotti creativi di avere successo rispetto a quanto succedesse prima; però permette anche la creatività amatoriale, quella delle persone che creano per amore delle arti e non per i soldi. L’importanza della creatività amatoriale era cara a Jon Philips Sousa, che nel 1906 è andato al Congresso degli Stati Uniti per parlare della “macchina parlante”, come la chiamava, che era per lui alla rovina della creatività. “Queste macchine parlanti rovineranno il futuro della musica in questo paese – è una citazione di quanto ha detto – quand’ero ragazzo davanti ogni casa in questo paese si vedevano dei canti dei ragazzi che cantavano le canzoni dell’epoca o delle canzoni vecchie oggi si sentono queste macchine infernali ad ogni oradel giorno e tutta la notte. Noi perderemo le nostre corde vocali, le corde vocali verranno eliminate dal processo di evoluzione, come si è perduta la coda dell’uomo quando si è evoluto dalla scimmia”. Quindi voglio che vi concentriate su quest’immagine, l’immagine dei giovani dell’epoca che stavano insieme e cantavano le canzoni dell’epoca o quelle più vecchie. Persone che partecipavano alla creazione o alla ricreazione della propria cultura. Sousa aveva ragione di temere che non sopravvivesse quell’immagine; la diffusione del vinile, la radiodiffusione, ci hanno trasformato in uditori passivi; però sbagliava se si pensa alle tecnologie del ventunesimo secolo.

Sono delle tecnologie che portano alla ripresa della cultura a cui pensava lui. Vi porto qualche esempio: sono sicuro che qualcuno di voi ha visto questa interpretazione straordinaria del canone In Re, da quando è stato messo su You Tube, più di 70 milioni di persone hanno visto questa interpretazione di un giovane ragazzo che con un berretto da baseball e una chitarra interpreta la propria variazione di questo classico. Da quando è stato pubblicato questo brano, centinaia di persone hanno avuto la stessa idea e hanno prodotto la propria variazione diffondendola sulla stessa piattaforma. Per esempio un ragazzo ha preso la musica dal video per produrre questo, questa ha ispirato qualcun altro a produrre questo… e poi ha ispirato un’altra persona a produrre questo. Chiaramente se Brooklyn lo può fare San Francisco può fare anche meglio. Il fatto è che questo è quello sognava Sousa quando parlava dei ragazzi che si riunivano cantare le canzoni dell’epoca. Oggi non lo fanno più fisicamente, ma si riuniscono intorno a una piattaforma digitale che ispira l’altra creatività. È anche grazie alle leggi che regolano questa piattaforma che può prodursi questa creatività, se si applicassero ad essa le stesse regole che vengono applicate ai vecchi media questa creatività sarebbe impossibile. Su YouTube ogni minuto ci sono 20 h di video, anzi, da quando ho iniziato a parlare oggi più di 12 giornate di video sono state caricate su You Tube. Qualsiasi regola che necessitasse la valutazione previa di questo materiale, porterebbe alla chiusura di siti come You Tube. Questo è il bene che è uscito da questa infrastruttura, però c’è stato anche del male, come la pirateria p2p, di autori che non autorizzano la condivisione del proprio materiale. La RIAA dice che ci sono 12,5 miliardi di danni l’anno. Io credo che queste stime siano esagerate, però non c’è bisogno di credere a queste stime; le vendite digitali sono aumentate del 940% mentre le vendite di dischi sono scese del 30%. Io credo che sarebbe giusto per il governo preoccuparsi dei danni che questo comporta per gli artisti ed è sicuro che questa pirateria ha portato dei danni ad alcuni artisti e questo è un male che deriva da questa piattaforma dell’innovazione. Pensiamo al giornalismo adesso, c’è del bene straordinario che viene prodotto da Internet per il giornalismo, l’innovazione, la varietà delle nuove forme di giornalismo. Su dei siti cui possiamo vedere delle raccolte di articoli, e poi c’è anche la produzione dilettante di Wikipedia e altri blog. Ma c’è anche del male perché l’aumento di media liberi e gratuiti comporta una pressione sul tipo di giornalismo che è essenziale per la democrazia, il giornalismo d’indagine, il giornalismo basato sulle analisi; se riteniamo che siano importanti cose come il NyT che pubblica i Pentagon Papers. Queste cose appartengono al momento in cui la stampa aveva una forza, la stampa si difendeva nei confronti dei tribunali e questo ha avuto un effetto profondo su quello che pensavamo potesse essere la stampa. Io credo che purtroppo questo tempo sia passato nel mio Paese. Anche se ci sono ancora dei giornali non c’è più la stessa forza, la stessa spina dorsale in questo giornali, pensiamo al fatto che lo stesso New York Times non ha rivelato i dati sull’Iraq finché non è stata confermata l’elezione del presidente Bush. Chiaramente Internet aumenterà la pressione su questo tipo di giornalismo, con la riduzione del finanziamento incrociato alla stampa tradizionale. Questo è un problema per la democrazia. Pensiamo poi alla questione della trasparenza; anche qui Internet ha prodotto benefici enormi, favorendo l’esplosione dell’efficienza e della trasparenza. L’amministrazione Obama ha esplorato le possibilità di rendere accessibili le informazioni in modo facilmente comprensibile. Data.gov ci presenta tutta una serie di dati che riguardano l’azione del governo, cui si può accedere in modo totalmente gratuito. E poi ci sono informazioni facilmente accessibili grazie a cui gli automobilisti possono trovare dei modi per consumare meno combustibile e anche in Gran Bretagna si rendono disponibili informazioni trasparenti sul funzionamento del Parlamento britannico. La maggior parte di questi progetti sono ottimi per la democrazia. Ma ci sono anche qui dei costi: c’è un lato oscuro di questo movimento verso la trasparenza, vi dò un esempio possono avete visto questo film che parla del debito da carta di credito negli Stati Uniti. Una delle cause principali di questo problema è una legge si chiama legge per la Protezione dei consumatori e Prevenzione dell’abuso da bancarotta. In realtà non c’è protezione dei consumatori, in questa legge, che invece ha avuto l’effetto di rendere impossibile estinguere il debito da carta di credito. Questa legge è stata proposta quando Clinton era presidente, e lui era a favore di essa, ma Hillary Clinton dopo aver letto un articolo sul New York Times ha cominciato a militare contro tale legge, contro tale Bill, ovvero “legge” in inglese, con la b maiuscola. Nonostante la legge fosse stata bloccata in precedenza, quando la signora è diventata senatore, a questo punto aveva ricevuto $ 140.000 in contributi dal settore dei servizi finanziari, quindi cosa fatto? Nel 2001 votato a favore di quella terribile legge, dper ue volte, dando il suo sostegno a questo cambiamento della legislazione. La senatrice Clinton ha detto non era per i soldi e ha difeso la sua decisione: “non credo che nessuno possa pensare che venga influenzata da una lobby, vista la mia esperienza di trent’anni – ha detto”. Io credo a Hilary Clinton, non credo che si possa diventare Hilary Clinton se è facile essere corrotti, ci possono essere milioni di ragioni per cui la senatrice di New York abbia visto questa legge in modo diverso da come la vedeva da First Lady degli Stati Uniti. Ma gli altri cosa avranno pensato, dopo aver sentito che aveva ricevuto $ 104.000 dal settore dei servizi finanziari; avranno pensato che aveva dei buoni motivi? Questo è il lato oscuro della trasparenza. Questo tipo di dati aumenta lo scetticismo riguardo al funzionamento del Parlamento. L’80% delle persone in California pensa che i soldi comprano i risultati, il livello di fiducia del congresso di Stati Uniti e al livello più basso della storia. Forse c’erano più persone che erano a favore della monarchia inglese al tempo dell’Indipendenza, di quante ce ne siano ora a favore del Congresso. Quindi se mettiamo assieme questi aspetti positivi e negativi su una stessa pagina, come una pagella, possiamo vedere come questi vari aspetti hanno portato agli estremismi. Gli estremismi di sinistra ritengono che Internet dica di rifare costantemente la società e sono a favore del fatto che gli autori siano sotto pressione a causa di Internet; c’è un movimento abolizionista che ritiene si debba eliminare del tutto il diritto d’autore, che non ci siano motivi che esso esista. Per quel che riguarda il giornalismo si dice che sono sufficienti i blog, non abbiamo più bisogno di professionisti che fanno le indagini. Ci sono estremismi anche a destra.



La battaglia per il diritto d’autore porta a suggerire cambiamenti che potrebbero uccidere Internet. Questo estremismi non vogliono riconoscere le ragioni degli altri, quindi si ritiene che oggi debba essere o l’anarchia oppure uno Stato totalitario sostenuto da coloro che si oppongono alla rete. Invece dobbiamo trovare il giusto mezzo. Trovare un modo per promuovere Internet ma anche credere al giornalismo, avere fiducia nel governo. L’importante non è quale scegliere l’uno o l’altro, la domanda invece è come riuscire ad avere entrambi, dobbiamo accettare l’esistenza di Internet e gioire perché Internet esiste e non scomparirà, ma anche pensare a come minimizzare il danno che Internet può fare e come fare questo? Ci sono risposte ovvie già di 10 anni, per esempio per il diritto d’autore bisogna esercitare un controllo su come si utilizzano i lavori e garantire un compenso giusto per il lavoro che viene usato e trovare delle forme di compensazione per i danni arrecati dalla pirateria. C’è un’idea che è alla base del partito verde in Germania, sostegno pubblico per i beni pubblici e il giornalismo investigativo lo è. Per quanto riguarda la politica bisogna rimuovere le cause che portano all’assenza di fiducia ,dobbiamo eliminare il finanziamento privato dei partiti e trasformarlo in finanziamento pubblico e quindi far sì che la gente possa credere ragionevolmente che qualsiasi decisione non sia stata presa solo per denaro. Fra gli attivisti di tutto il mondo non c’è nessuno che si faccia portavoce di queste posizioni in tutto il mondo, ci sono soltanto estremismi. Per quanto riguarda il diritto d’autore negli Stati Uniti, c’è una guerra, un mio amico la chiamava la sua guerra al terrorismo e i terroristi sono i nostri figli. Il finanziamento pubblico al giornalismo è stato eliminato negli Usa, credendo che il mercato privato potesse bastare da solo. È aumentato enormemente il costo delle campagne politiche e i congressisti spendono il 30% del loro tempo per cercare i fondi e la Corte Suprema ha eliminato quest’anno le basi costituzionali che permettevano al Congresso di limitare la spesa per sostenere un candidato. Tutto questo non fa altro che creare posizione estremiste ovunque. Dobbiamo imparare a essere un punto umili dal punto di vista della legislazione. Il ventesimo secolo è stato un secolo dove la tecnologia ha reso possibile una mentalità dittatoriale, i governi hanno usato la tecnologia per propagandare la loro azione, sono state promosse normative a volte brutali per controllare la società. La mentalità che è alla base di questo è che il governo ha il potere di controllare, di rifare o riformare la società e si crede che quando c’è un rallentamento allora bisogna aumentare la forza affinché la normativa diventi più efficace. Questo rapporto “più forza maggiore efficacia” è falso in democrazia. Una maggiore forza spesso significa una normativa meno efficace. Dare una spintarella è meglio che un pugno, dobbiamo imparare questa umiltà. Anche gli estremisti devono ricordare che ci sono dei limiti a quello che può fare il governo, ci sono dei vincoli naturali. Soprattutto se pensiamo al primo punto che ho sollevato oggi e cioè l’aspetto delle generazioni quando ci rendiamo conto che questa guerra che facciamo a Internet è la guerra che facciamo contro ai nostri figli, dobbiamo essere umili e riconoscere che npiù poniamo vincoli su come loro usano Internet e più loro si oppongono queste restrizioni e in modo sempre più distruttivo. Non possiamo impedire ai nostri ragazzi di essere creativi in un modo in cui noi non eravamo alla loro età, se facciamo ciò allora non faremo altro che renderli, spingerli a diventare pirati. Nel mio Paese i ragazzi vivono in un’era di proibizione, la loro vita la vivono sempre contro la legge e questo è corrisivo, corrode alle basi la democrazia e lò Stato di Diritto. 
Internet è libertà. Ma la libertà che cosa è? La libertà può produrre sia bene che male. La risposta matura alla libertà è minimizzare il negativo e massimizzare il bene; la risposta saggia di ogni governo è quella di non imbarcarsi in una guerra senza speranza. Ciò di cui abbiamo bisogno è che nostri governi siano maturi e che siano sani di mente, e devono capire che dobbiamo imparare da quello che ci ha insegnato il secolo scorso: quindi non vogliamo governi giovani e arroganti. I governi ovunque nel mondo devono rendersi conto che non possono governare con la forza.

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Ted Talks – Ken Robinson dice che la scuola uccide la creatività

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Ted Talks – Wade Davis parla delle civiltà in pericolo

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Ted Talks – Erin McKean ridefinisce il dizionario

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Ted Talks – Barry Schwartz e la perdita della saggezza

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Ted Talks – Cambiare l’insegnamento della matematica: la formula di Arthur Benjamin

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Ted Talks – Hans Rosling: lasciate che i miei dati cambino la vostra mentalità

Nel suo discorso al Dipartimento di Stato Americano, nell’estate 2009, Hans Rosling usa le bolle di dati del suo affascinante software per sfatare alcuni miti sui paesi in via di sviluppo. Guardatelo per una nuova analisi sulla Cina e sul mondo dopo la crisi finanziaria, insieme ad alcuni dati classici.

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Ted Talks – Chimamanda Adichie: i pericoli di una storia unica

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Altri lavori per bambini con forbici e carta

In un post precedente abbiamo introdotto l’argomento dei lavori di carta e cartone, ottimo sistema per fare giocare i bambini nei pomeriggi invernali e persino per consolarli se, complice l’influenza, dovessero stare a letto qualche giorno di fila.

Completiamo il percorso dei siti che offrono soluzioni pronte da stampare, ritagliare e montare.

Il mammuth Manny

Il mammuth Manny

Geisha

Geisha


Paperinside offre, in inglese, una ricca raccolta di oggetti pronti. Si parte con il mammouthh MAnny, in arrivo direttamente dall’Era Glaciale, fino alla bacchetta magica di Harry Potter.





Più semplici da stampare e realizzare in versione tridimensionale i modelli offerti dal Paperkraft, tra cui spicca una simpatica geisha, ma anche un realistico elicottero da battaglia.


Panzer di carta

Panzer di carta

Recortecole è invece un sito brasiliano con molti modelli di navi e carri armati, aerei moderni e antichi, tutti realizzati rigorosamente con la carta. Cose un po’ difficili per i bambini, e forse adatte ad un pubblico di modellisti adulti ed esperti.


Paperian è invece un sito totalmente caotico, ma una vera miniera di realizzazioni di carta. Molte rilasciate in licenza Creative Commons




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Lavori e lavoretti con la carta

Le festività imminenti e il freddo invernale riportano di attualità per i nostri bambini il piacere di lavorare con la carta. Internet offre magnifiche risorse per giocare con i propri figli, armati soltanto di una stampante, un paio di forbici e della colla. Anche agli adulti offre peraltro spunti interessanti per risolvere piccoli problemi quotidiani, come ad esempio stamparsi un calendario su misura delle proprie esigenze e, in tempi di crisi, qualche planner settimanale per l’ufficio.

Casa di bambole su carta

Casa di bambole su carta

Iniziamo con qualcosa di interessante per le bambine. Il sito paperm.jp, purtroppo, è in giapponese, ma con l’aiuto di Strumenti lingue di Google potrete anche vederlo in italiano, per quanto approssimativo e provare a raccapezzarvi più facilmente. La raccolta di case di bambole è spettacolare. Ampia la scelta di arredi per fare impazzire le ragazzine (e persino qualche ragazzona potremmo azzardare).

I file sono tutti in formato pdf di Acrobat Reader, programma gratuito che tutti ormai possiedono e che comunque può essere scaricato facilmente in rete.

Dinosauro di carta da montare

Dinosauro di carta da montare

Per i bambini ci sono oggetti divertenti, come una serie di insetti in grande scala e persino un bellissimo – e piuttosto complicato – dinosauro in cartoncino. Modellismo per bimbi pazienti e genitori ancora più pazienti, ovviamente, perché come noto i giapponesi, quando si mettono all’opera, fanno le cose per bene.


Insetti di cartoncino

Insetti di cartoncino


Ogni oggetto viene fornito in un file pdf scaricabile liberamente e utilizzabile sulla stampante di casa, possibilmente a colori, in formato A4. Vi consigliamo caldamente di procurarvi dei cartoncini un poco più robusti della tradizionale carta da fotocopie, sia per garantire resistenza agli oggetti, sia per poterli maneggiare con maggiore facilità una volta costruiti.

Sempre per la gioia dei bambini e l’impegno dei genitori, il sito ufficiale Canon offre, questa volta con istruzioni in inglese, una ricchissima raccolta di oggetti per il craft su carta. Canon consiglia ovviamente di utilizzare carta speciale, ma francamente il solito cartoncino andrà più che bene.

Zucca di Halloween versione craft

Zucca di Halloween versione craft

Veliero in carta

Veliero in carta

Si va dagli oggetti più semplici, coma la zucca di Halloween, a veri propri capolavori per modellisti esperti: magnifici velieri e avveniristiche astronavi. Il tutto sempre rigorosamente da realizzare su cartoncino.





Battello in carta

Battello in carta

Per gli amanti dei castelli e delle costruzioni archietettoniche sono disponibili molti bellissimi modelli, compresa una riproduzione spettacolare del Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze.






Duomo di Santa Maria del Fiore in carta

Duomo di Santa Maria del Fiore in carta

Decismente più utilitaristico, ma in ogni caso in tema natalizio, il sito HowPack, in questi giorni inagibile temporaneamente per un errore di impostazione degli accessi da parte del webmaster,c he ci auguriamo siamo presto risolto. HowPack offre semplicemente… modelli di scatole. Modelli di scatole da ritagliare e montare. Si tratta di scatole di piccolo formato, utili per regali e ninnoli, che ci riavvicinano al mondo del craft giapponese, del quale avremo ancora modo di parlare. I giapponesi, peraltro, alle scatole preferiscono di gran lunga il furoshiki.

Infine parliamo di calendari. Un tempo si ricevevano in regalo e in quantità tale da creare problemi di smaltimento. La crisi, dopo aver falcidiato le agende, le penne e gli orologi, ha intaccato anche i calendari. Quasi nessuno li regala e si finisce per doverli acquistare in cartoleria.

Se volete qualcosa di personalizzato e in italiano, ci sono diversi siti che offrono modelli pronti all’uso. Tendenzialmente questi calendari risentono delle ridotte dimensioni del normale foglio A4 e non sempre sono soddisfacenti. Ci vorrebbe almeno una stampante formato A3, che non è alla portata di tutti.

Ecco un elenco di risorse on line per i calendari gratuiti da stampare:


Calendario 201

Calendario 201


Se non avete la stampante adatta, o se volete semplicemente ottenere i vostri craft gratuiti su cartoncino robusto, con colori vivi e permanenti, potete anche utilizzare un servizio on demand di stampa digitale. Per stampare un calendarietto non vale la pena, ma può essere la soluzione giusta per stamparne in quantità maggiore con il vostro logo aziendale, oppure la foto del pupo da regalare ai parenti. Per i modelli di craft, potrebbe essere utile stampare su cartoncino in grande formato, fino al 32×45 centimetri, così da riuscire a montare dei veri capolavori in grande scala e non impazzire con foglietti minuscoli. A conti fatti, rispetto al costo elevato di utilizzo della stampante casalinga, finirete per spendere la stessa cifra con un risultato decisamente più intrigante.

Altro materiale e altri siti li trovate in un post successivo, sempre sul sito www.marcovalerio.com

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