C'è da augurarsi che gli arrabbiati contestatori della Fiera del Libro di Torino, promotori dell'idea di un boicottaggio contro la decisione di invitare lo Stato di Israele come ospite d'onore al Lingotto, abbiano almeno ricevuto un biglietto omaggio da Rolando Picchioni. Se così non fosse, da parte dell'onnipresente ex parlamentare, ex consigliere regionale, purtroppo mai ex Presidente dello sconquassato carrozzone che ingoia milioni di euro di fondi pubblici e quindi di soldi dei piemontesi, si spera abbia avuto almeno il buon gusto di offrire un aperitivo agli amici filo-palestinesi che hanno dato vita al boicottaggio...
Francamente ci schieriamo sempre contro le iniziative di questo tipo. Una posizione, ci sia consentito sottolinearlo, che possiamo assumere dall'alto, visto che da anni la Edizioni Marco Valerio ben si guarda dallo sprecare tempo e denaro per partecipare ad una saga paesana all'odor di hamburger nella quale la cultura è pervicacemente assente.
Siamo contrari al boicottaggio organizzato perché non ne condividiamo le motivazioni. Una fiera può ben inventarsi come ospite d'onore lo Stato di Israele, e perché no l'anno successivo dedicare la manifestazione alla Palestina, e fra due anni, con un guizzo di originalità, affrontare il tema ignorato e taciuto dalla violazione dei diritti dei minorenni in Italia o quello, ben più significativo per lo sviluppo culturale del nostro Paese, del rapporto semantico fra donne bruttine di mezza età e gambi di sedano (questo tema, ci pare di ricordare, è peraltro già stato protagonista alla Fiera del Libro di Torino).
Siamo ancora contrari al boicottaggio perché ai frettolosi e semianalfabeti visitatori della Fiera del Libro di Torino ben poco interessa di Israele e della Palestina, quando piuttosto di accaparrarsi un posto agli "eventi" vari che condiscono la sagra paesana della primavera subalpina. Che una simile iniziativa possa avere la minima opportunità di successo benl lo sanno i giornalisti, che non a caso hanno dato ampio risalto alla notizia. In caso contrario, potete stare certi che il quotidiano torinese non ne avrebbe fatto cenno.
In realtà, l'annuncio, quanto mai tempestivo, è servito egregiamente allo scopo. Un bel pretesto per dedicare giorni e pagine di dibattiti, interviste, interventi e contro interventi, alla sagra paesana, ormai in crisi irreversibile, risparmiando molto lavoro agli organizzatori e molti quattrini di promozione.
Senza i contestatori, senza i centri sociali, senza questi volontari entusiasti e non pagati, della Fiera del Libro di Torino non ci sarebbe stato proprio nulla da dire, se non il ripetersi di un rito noioso e poco interessante, che crea qualche problema di traffico agli abitanti del quartiere in cui si svolge, molti problemi alle tipografie e alle legatorie, pressate da editori a pagamento per autori a proprie spese, cui necessita l'indispensabile presenza nello stand delle sillogi poetiche di sgrammaticati autori.
Quest'anno è toccato alla polemica su Israele, qualche anno fa a quella sull'improbabile trasferimento a Milano, facendo finta di non sapere che il capoluogo lombardo al massimo si porta via le banche con i conti in attivo, ma sicuramente i carrozzoni che fanno acqua da tutte le parti ce li lascerà sempre. Per l'anno prossimo, se avete qualche idea, suggeritela voi ad Ernesto Ferrero e Rolando Picchioni. Prima, però, mettetevi d'accordo sul prezzo, almeno.
Giovanni di Martino, su Rinascita e sul sito www.infopal.it, di dichiarato orientamento filopalestinese, ha concluso un articolo con queste parole:
La Fiera del libro va boicottata perché è un'ammucchiata di folla in una ex fabbrica riadattata, dove i libri costano al prezzo di copertina e non ci sono sconti fiera, in più si paga il biglietto di ingresso. Va boicottata perché l'allestimento non è meno volgare di quello di tanti programmi televisivi. Va boicottata perché è il bagno di folla autocelebrativo di dirigenti istituzionali il cui linguaggio comunemente usato denota che pochi di loro i libri li hanno nella loro vita aperti per vedere cosa c'era dentro.
Naturalmente non siamo d'accordo con Giovanni di Martino. Neanche un po'. Noi, i libri li leggiamo. Ci piace leggere quelli di autori israeliani quanto quelli di autori palestinesi. Non boicottiamo proprio nessuno. E dal momento che ci occupiamo di cultura, semplicemente, ce ne stiamo a casa. Quanto alla Fiera del Libro di Torino, non è un evento da boicottare. E' una banale perdita di tempo. Da ignorare.
La vostra posizione mi sembra un po' 'opportunista'. Voi prendete le distanze da un lato ma poi non vi schierate a favore del boicottaggio.
Inserito da Alberto, il 03/26/2008 alle 12:45
Opportunisti no. Sarebbe molto più facile unirsi al coro, non importa a quale coro, e cantare in compagnia. Noi cantiamo fuori dal coro e ne paghiamo anche il prezzo. Intanto, la Controfiera ci sarà, ed è una buona notizia. L'8 e il 9 maggio, a Palazzo Nuovo, qualche editore farà una scelta controcorrente ed esporrà i propri libri. Ci auguriamo che siano coerenti e che, dopo aver firmato il manifesto e deciso che parteciperanno alla controfiera, si guardino dall'essere contemporaneamente presenti anche al Lingotto. Se così non fosse, obiettivamente, ci sentiremmo titolati a mettere in discussione la loro credibilità. Marco Valerio Edizioni non ci sarà. Non perché non avrebbe voluto esserci, ma perché, oggettivamente, in una controfiera gestita dai centri sociali noi non avremmo nulla a che spartire. Considerato che Palazzo Nuovo dista meno di duecento metri dalla nostra redazione, chi vorrà farci visita in quei giorni, potrà farlo. Potrà scartabellare i nostri scaffali, consultare i libri e se deciderà di comprarli gli riserveremo il solito piccolo sconto del 15 per cento. Non è granché, ma in compenso non sarà necessario pagare il biglietto di ingresso e faremo in modo di offrivi anche il caffé.
Inserito da marcovalerio, il 03/28/2008 alle 19:39
Lunedì 12 maggio le librerie sono aperte. E ci potete incontrare, alle ore 18, alla Libreria Feltrinelli di piazza CLN a Torino, per l'anteprima del libro di Bruno Babando, Non sei tu l'Angelo Azzurro