Ancora una volta la lista dei distributori si accorcia a fine anno. Negli ultimi tre anni sono quattro i distributori che hanno cessato l'attività e sono falliti, in modo più o meno mascherato. Naturalmente, dei nostri libri più nessuna traccia. Una situazione generale per l'editoria medio piccola che sta diventando fonte oggettiva di meditazione.
Il problema non è il presunto calo di vendite: è vero, si vendono meno libri di qualche anno fa, ma si vendono. Le aziende sane, come la nostra, non corrono alcun rischio. E' tuttavia la logica di un'imprenditoria sbagliata che ci fa meditare. Di un'imprenditoria, quale quella legata al settore librario, che ritiene di poter vivere alle spalle delle case editrici, senza investimenti, e persino senza lavoro. I distributori si traformano in meri depositi, privi di capacità di propaganda, le librerie in scaffali a vista. Accade così che i libri restino ad ammuffire in quella stessa libreria dove un lettore si è recato per acquistare un libro e si è sentito rispondere che quel libro non era disponibile.
Così, a bilancio 2006, prendiamo atto che le vendite dei nostri libri, in contro tendenza rispetto al mercato nazionale, sono aumentate. Ma che i canali alternativi alla libreria diventano preponderanti.