La Stampa del 3 febbraio 2010, Librando
E’ un viaggio la “prima” del poeta Ugo Ceria di Gianluca Mercadante
Che cos’è una vita se non un viaggio, contrassegnato dalle stazioni, dalle pause, dai (rari) momenti in cui il terreno sembra offrirsi a quelle radici che a un certo punto ci sono necessarie. Il vercellese Ugo Ceria, classe 1970, mette in scena questo nella sua prima raccolta poetica, dal sintomatico titolo Il cartografo (Manifattura Torino Poesia, pp. 120, €10). È in effetti una mappa, quella che I’autore disegna a parole dalle prime pagine, con lo scopo di raccontare un viaggio fisico ed esistenziale, i cui passi partono da Vercelli e proseguono verso Milano, Parigi, Madrid. Colpisce I’uso della metafora che s’impasta alle potenti immagini evocate nei versi, per dare infine vita a una poesia epidermica, scritta sulla pelle, indossata sotto gli abiti. Su tutte, primeggia quella di un appartamento in condivisione d’affitto nel capoluogo lombardo: una realtà vista e rivista, che I’autore ci presenta invece nell’inedita veste di una nave. «Siamo al secondo piano – scrive Ceria – e il troppo vento che agita le onde / squassala chiglia e ci raccoglie stretti / a respirare». Dallo stesso editore, Ceria ha preso parte all’antologia Pollockiana, curata da Francesca Tini Brunozzi.


Puoi acquistare


















Inserisci il tuo commento su questo tema