“La Passione di Hans Memling alla Galleria Sabauda di Torino”
Una scalinata marmorea ci portava nel lungo corridoio
che sfiatava a nord, verso il Carignano restaurato, con
la solita popolazione di gente a passeggio pronta ad
affrontare la confusione del sabato pomeriggio in via
Roma e in Piazza Castello: dipinti incompleti di un
Medioevo perduto, una sala di ritratti affastellata di
minori e maggiori, come si dice fra intenditori, qualche
fiammingo, e poi, in un salone da cui oramai non ti aspetti
granché emerge una tavola che penseresti ad Amsterdam,
al Louvre, al Prado o in una collezione newyorkese:
Tommaso Portinari orante seduto in basso a destra,
la moglie Maria Baroncelli in speculare apparizione
a sinistra, con un lungo pianto telare a commento
di un’esistenza dedita al pensiero e al contegno:
nel mezzo ventitré episodi della Passione di Cristo,
la tua voce si fa matassa di sospiri, coperta di voci come
se il quadro prendesse vita, con le centinaia di apparizioni
che iniziano a manifestare dopo cinquecentoquarant’anni
intenzione di dedicarsi ad altro, stanchi di catturare,
fingere di cenare, stare a cavallo, giubilare sotto gli
archi di una Gerusalemme che bisogna pur far crescere
e ammodernare, di fare la guardia, di elemosinare, di
battere chiodi per costruire croci, di guardare nella
fosca luce delle candele, di salutare asini, di maledire,
deridere, sputare, lapidare, di condannare ladroni
aspettando che il cielo si spacchi di tuoni e la terra
si fenda per l’ira di un Signore a cui non credono:
le tue dita sfiorano le mura giroscopiche, i tetti,
le torri, le acacie di Costantinopoli che adornano
i cortili e le terre intorno alla città: E guarda questa
cella in cui ha ritratto l’ultima cena, così austera,
sembra dipinta per caso, e invece è uno dei fuochi,
mi ricorda sempre la grotta dove si rifugia San Antonio,
nelle Tentazioni che sono al Museo de Arte Antiga
a Lisbona… l’hai mai visto? Vorrei risponderti ma
oramai ti sei fatta serpentàrio che vaga sulla savana
in cerca di rettili da spicchiare, ti sei fatta rondine
di mare, che agita le pinne toraciche per balzare
sulle acque del Mediterraneo, dove Ulisse si è
perso sospinto dal volere nefasto di Posidone:
in questi istanti non mi appartieni più, ti sei fatta
sposa di Cristo, di lui soltanto, le tue mani iniziano a
sanguinare, come la fronte straziata dalle spine, a me
non resta che inginocchiarmi, congiungere le mani,
reclinare la testa sul tuo grembo e pregare per noi
Tiziano Fratus (1975) è cresciuto nella pianura della bassa bergamasca, vicino al fiume Serio, dialogando fino a otto anni con insetti, pesci e anfibi; ha trascorso l’adolescenza in provincia di Alessandria, fra la valle Bormida e l’Appennino Ligure; attualmente vive ai piedi delle alpi occidentali vicino ai laghi di Avigliana che durante gli inverni più rigidi ghiacciano. Dirige le attività della Manifattura Torino Poesia, bottega per la promozione di nuove fiamme e nuovi versi. La sua poesia è stata tradotta in otto lingue e pubblicata in nord e sud America, in Europa occidentale e orientale, nel sud est asiatico. Ha pubblicato undici volumi di poesie nel paese di Pasolini e Caravaggio, fra i quali si ricordano Il Molosso, Il Vangelo della Carne, Il respiro della terra, Historias de Malo Amor, sette oltreconfine a Lisbona, Bratislava, Lugano, Brooklyn, Singapore, Edimburgo, Buenos Aires. Sue poesie sono uscite sulle pagine delle riviste «Atelier», «La mosca di Milano», «Vernice», «La clessidra», «Pagine» (in Italia), «DiVersos» e «Tabacaria» (Portogallo), «Studium» (Polonia), «Frau und Hund» (Germania), «Les Citadelles» e «Borborygmes» (Francia), «Quarterly Literary Review Singapore». Nel 2010 usciranno le prime ricognizioni del suo decennale lavoro, la prima negli Stati Uniti d’America (Creaturing. Selected poems, Detroit – tournée nell’aprile 2010, e su riviste quali «The Los Angeles Review», «Poetry International», «The Atlanta Review», «Gradiva»), a seguire in Brasile e Francia; sarà in seguito pubblicata in volumi dedicata alla nuova poesia italiana in Argentina, Spagna, Viet Nam, Portogallo, Germania e Canada. Sta lavorando ad un’opera in versi dedicata agli indiani delle Alpi, L’uomo radice. Alcuni suoi ritratti sono presenti nei dipinti di Hieronymus Bosch e di Pieter Brueghel il Vecchio custoditi al Prado di Madrid e al Museo de Arte Antiga di Lisbona.
“Historias de Malo Amor”, poesie carnali di Tiziano Fratus
collana Le Bocche, pp. 148, € dodici
Edizioni della Manifattura Torino Poesia, Torino, 2010
PRESENTAZIONI E LETTURE

MILANO | 29 gennaio 2010 – Libreria Equilibri, ore 18.00
BOLOGNA | 13 febbraio 2010 – Modo Infoshop, ore 18.00
TORINO | 14 febbraio 2010 - Il Circolo delle Passioni, celebrando San Valentino, nell’ambito di Innamorati della Cultura: ore 18.30, lettura a due voci con Anna Cuculo




Puoi acquistare


















Inserisci il tuo commento su questo tema