
Tiziano Fratus, Il Molosso
Il Molosso, poema di un’anima, è tuttora sicuramente uno dei libri di poesia più interessanti pubblicati da Tiziano Fratus nelle collane di Torino Poesia Edizioni, marchio curato dal gruppo Marco Valerio.
Uscito in libreria nel 2007, e tuttora disponibile nella sua terza ristampa, fatto del tutto eccezionale nel panorama dei libri di poesia italiani recenti, Il Molosso ha conosciuto una grande fortuna internazionale.
Sezioni da questo libro sono state tradotte in svariate lingue in tutto il mondo, facendone una delle nostre opere più tradotte in assoluto e contribuendo alla notorietà dell’autore.
Portogallo:
A inquisiçao
Traduzione di Letizia Russo e Pedro Marques
Lisboa, Artistas Unidos, 2004

DiVersos
DiVersos 14
Traduzione di Maria Tereza Bento
Aquas Santas, Ediçoes Sempre-em-Pé, 2008
Slovacchia:
Ars Poetica 2005
Traduzione di Miroslava Vallova
Bratislava, 2005
Polonia:
STUDIUM # 65/67
Traduzione di Malgorzata Tejchman
Krakow, Wydawnictwo Zielona Sowa, 2008
Francia:
LES CITADELLES # 13
Traduzione di Caroline Michel
Paris, Les Citadelles, 2008
Nuove traduzioni sono a cura di Francesco Levato e Pedro Teixeira, usciranno nel 2010 nelle riviste e nei volumi:
THE LOS ANGELES REVIEW
CREATURING. SELECTED POEMS
by Tiziano Fratus
Edited by Francesco Levato
Chicago, Marick Press, Stati Uniti
O MOLOSSO E OUTROS MOLOSSOS
Poemas de Tiziano Fratus
A cura di Pedro Teixera
Belo Horizonte, Sans Chapeau / Mazza Ediçoes

Tiziano Fratus
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IL VOLUME – NUOVA EDIZIONE
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Poema d’un’anima. Attraversamenti, inchieste, perforazioni storiche, slanci, disarticolazioni, eredità… un cosmo predatorio dove ogni uomo cerca innanzitutto sé stesso.
Questa nuova versione è differente rispetto la prima edizione, uscita nel 2005 per Editoria & Spettacolo (Roma), ai tempi antologia di materiali eterogeni. Il molosso è composto di due libri, libro bianco - natura viva – e libro nero - l’occhio di velasio – ciascuno dei quali a sua volta composto di ventisei “bocche” o canti divisi in “picta” o quadri.
Un poema composto nell’arco di sette anni sulla scorta di capolavori quali Clarel di H. Melville, La leggenda dei secoli di V. Hugo, Maia di G. D’Annunzio, Paterson di W.Carlos Williams, Cantos di E. Pound, Canto generale di Pablo Neruda, Omeros di D. Walcott eFreddy Nettuno di Les Murray; un poema mondo prodotto da una scrittura che cerca di “inghiottire il mondo intero“.
E’ parte de Il Molosso il poema La Materia (Omaggio a Giacomo Manzù).
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Illustrazione di copertina: Ilaria Urbinati.
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TRADUZIONI
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Poesie da Il Molosso sono state tradotte e pubblicate sulle pagine delle riviste europee «Tabacaria» (Portogallo, Casa Fernando Pessoa – trad. Pedro Marques e Letizia Russo),Ars Poetica (Bratislava, trad. Miroslawa Vallova),.«Studium» (Polonia, trad. Malgorzara Tejchman), «DiVersos» (Portogallo, trad. Maria Teresa Bento) e «Les Citadelles» (Francia, trad. Caroline Michel), sulla rivista di Singapore «Softblow», nel volume bilingue italiano/francese Poèmes chuchotés sur la berge du Pô. Six poètes de Turin Poésie(Svizzera, ELR Edizioni Le Ricerche, Losone, 2008, trad. Caroline Michel); nell’antologia bilingue Viaggio in Italia. Ocho poetas italianos contemporaneos (a cura di Diego Bentivegna, Sigamos Enamoradas, Buenos Aires, 2009). Altre traduzioni usciranno nei volumi Landscape 25399. New Italian Poets (Guernica Editions, Toronto, 2010), O Molosso e outros Molossos (Sans Chapeau/Mazza Ediçoes, Belo Horizonte, 2010), Herr Fratus with Wolfs, Sharks und Foxes (Marick Press, Detroit, 2010), Monsieur Fratus in Flames et Bouches (Borborygmes, Paris, 2010), sulle pagine della rivista «The Los Angeles Review» (Stati Uniti d’America, trad. Francesco Levato) .
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LE CRITICHE
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«Il molosso di Tiziano Fratus rappresenta un momento importante nella nuova poesia italiana, un momento di svolta e insieme di ritorno»
Roberto Mussapi
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«Come l’ultimo Pasolini, la poesia di Tiziano Fratus è una poesia di “brutti versi” e di “mancanza di stile”. E’, al contempo, una poesia che manifesta la sua condizione di letteratura di coinvolgimento, di poesia civile: una poesia che non vuole restare come un oggetto refrattario in relazione alla realtà. [...] Si tratta di una letteratura della pura sperimentazione, un gesti di nuova avanguardia che intende conciliare l’arte e la vita. Si tratta, piuttosto, di pensare le forme dell’intensità poetica baciate dalla liricità, o per lo meno contraddistinte per una liricità alternativa. I suoi testi sono forme in cui la voce si presenta come una voce decentrata, come la voce della donna-uomo che Fratus tesse, appropriandosi di elementi del discorso teologico-politico-cronachistico intorno alla “questione palestinese”, nelle sue poesie del recente Una stanza a Gerusalemme [...] In questo lavoro nell’immanente e la variabilità dei desideri, in questo lavoro nei meccanismi interattivi della generazione della parola poetica, risiede la forza, anche politica, delle sperimentazioni poetiche di Fratus»
Diego Bentivegna
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«Leggo (o rileggo) Il molosso con molta ammirazione per la ricchezza di invenzioni e descrizioni e visioni e per il ritmo originalissimo al tempo stesso ampio e armonioso»
Giorgio Bàrberi Squarotti
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«Tutto il libro è un unico poema, dai confini evanescenti e dalla tematica esplosa e moltiplicata, come un frattale in espansione. Fratus sviluppa un concetto di poesia che è metafora della barriera corallina: un immenso piedistallo che vive e che sostiene la materia inerte della realtà, la scena del mondo, l’isola, su cui si consuma la storia. Autore onnivoro e osservatore instancabile, è l’esempio più ossessivo di flaneur della poesia italiana contemporanea [...] Stordisce con il caleidoscopio delle combinazioni e degli agganci; moltiplica la profondità e l’estensione dell’intreccio, il lettore è avvolto da un mare sempre più spesso e più vasto; ci si sente cetacei, cautelati dalla mole immensa del corpo scritturale, ci si nutre di pagine spostandosi in avanti e indietro, in alto e in basso. Splendida realizzazione di poesia denotativa e decorativa: un’immensa campitura degli spazi mentali e della realtà. [...] Fratus è un fluviale cantore di poesia cosmica, usa la scrittura come atto di rivolta, è un insubordinato, fa uno specchio della realtà che uccide la realtà in cui tutti credono di galleggiare, compie a bigger splash, una spruzzata massima che nasconde il tuffatore che si inabissa nella piscina, come dipinge David Hockney nel suo quadro, come scrive Fratus nei suoi picta. L’esperienza di drammaturgo è fondamentale: tutta la poesia di Fratus è una teatralizzazione della poesia di Fratus»
Sandro Gros-Pietro – Vernice
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«Un monologo interiore straordinariamente fitto e assiepato di cose» [...] «Spezzata la spina dorsale del Canone novecentesco, quello che rimane è una narratività diffusa al grado zero, una poesia del grado zero, ovvero, il grado zero della poesia. Libro-supermarket» [...] «Indica la misura del non-ritorno, il limite estremo oltre il quale non c’è più il mare aperto, non c’è più nulla, non c’è più nulla da dire e da esperire»
Giorgio Linguaglossa – Polimnia
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«Straordinario!»
Fabiano Alborghetti – L’attenzione
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LE RECENSIONI ALLA PRIMA EDIZIONE
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«Monologhi, intarsi vocali, poemi teatrali, poesie e oralità. In versi lunghi e lunghissimi si muovono i “canti” con cui Tiziano Fratus […] poundianamente sottotitola il ciclo poetico composto tra il 2000 ed il 2005, Il molosso. […] Naturalmente oralità e voce non sono la stessa cosa. L’oralità veicola il linguaggio, mentre la voce è prima suono che articolazione linguistica: incarna una “potenza esistenziale”, una volontà corporea di esistere, farsi presenza prima ancora che la parola venga sillabata e prenda nome […] Onnivora e potenzialmente infinita, la poesia di Tiziano Fratus emoziona per la sua capacità di incorporare i più diversi frammenti di vita nell’aperta cangiante plurima ossessione di un dire fluviale»
Giovanni Tesio- TuttoLibri di sabato 25 giugno 2005
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«Questo libro stupisce per la misura del verso. Di primo acchito, sfogliando queste pagine, si rimane sorpresi proprio dall’abbondanza, dalla mole – è proprio il caso di dirlo – di queste poesie. Leggendo, poi, si rimane ancora più sorpresi. Ci si trova di fronte a un’opera “onnivora, determinata a ingoiare il mondo intero” […] C’è il tentativo di stare vicino alle cose, possibilmente in aderenza alla realtà degli sfortunati, dei perdenti, in maniera teatrale e narrante a volte, liricamente in altre. […] Una poesia come questa, così debordante, così fuori dalla tradizione, per reggere deve avere la profondità di una lirica diretta, ma allo stesso tempo fluttuante, melliflua, oppure una fortissima capacità narrativa, veramente attaccata al presente, ai cambiamenti. […] Uno scatto di vitalità, quello di sesta ferita, che fa parte della raccolta lumina. Qui troviamo un’immagine, c’è del pathos e anche un bel gioco linguistico: “...il rubinetto che perde la goccia / la radio che trasmette la santa messa / e dire che i nonni sapevano pregare in latino / ma l’italiano lo sgrammaticavano tutto“»
Alex Caselli – Annuario Poesia 2006, Castelvecchi, Roma, 2006
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«Il mondo può essere vivisezionato. Questo testimonia il molosso, volume che raccoglie le opere in versi del trentenne Tiziano Fratus. Vedono bene i poeti tutelari che accompagnano con i loro commenti il volume, da Roberto Mussapi che sicuramente avrà scovato nelle poesie di questo giovane lombardo d’adozione torinese un prosecutore della sua grammatica, a Giuseppe Conte che scrive di “poesia teatrale, pasoliniana di gente, allucinata, eticamente risentita”, da Mariangela Gualtieri al drammaturgo napoletano Enzo Moscato che rileva – da buon teatrante – i segni della battaglia che quotidianamente l’autore imbastisce e riproduce su carta […] La sua scrittura polmonare si evolve, si contrae e muta forma da un poema al successivo, cercando di strutturarsi per scovare maggiore compattezza. Non c’è un tema principale, acutamente il critico portoghese José Mario Silva ha parlato di “una scrittura onnivora, determinata a ingoiare il mondo intero” ed ha ragione da vendere: Fratus entra nel mondo, penetra la materia e divincola i legami molecolari, aggredisce la realtà per succhiarne la vita, per raggiungere – forse – un grado, una particella di verità. Quella stessa verità che oggi sembra prostituita alle leggi del mercato»
Luana D’Ambrosio – Torinomagazine n° 69, 2005
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«Mi è capitato tra le mani un bel libro di canti, come precisa la copertina: Il molosso, edito da Editoria & Spettacolo di Roma. Bello davvero […] Il libro di “canti” trasuda teatro e i frammenti teatrali parlano la lingua poetica in un felice meccanismo a intarsio che guida e lascia libero il lettore/attore che si avvicina al Molosso. Quello che segnala la forza autentica della raccolta è la sua intrinseca ricomponibilità, la sua funzione aperta al lettore comune e all’esperto, così come alla persona in veste di attore della vita reale e all’attore professionista. […] Ubertoso, visionario, vertiginoso, apertamente politico e onnivoro, lo scrivere di Fratus può essere definito e ridefinito in modi spesso congrui, nella sua lucida nitidezza, nella sua evocazione incessante, energetica e consapevole. Da leggere alla ricerca di una verità che è nella vita vissuta, osservazione, meditata, aborrita e sperata»
Corriere dell’Arte, 25 febbraio 2006
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«Interessante serata di poesia al Museo delle Genti di Pescara con Tiziano Fratus. Autore tutto da scoprire, è riuscito negli ultimi anni a creare una grande interesse intorno alle sue opere […] All’autore piace esplorare soprattutto attraverso gli occhi di un essere vivente (umano, vegetale, ecc) il mondo circostante entrandoci dentro. Non a caso lui stesso ha definito la sua una “poesia delle anatomie”, visto che, ad esempio, nella sua nuova raccolta le bocche vengono proposte le bocche in ogni loro aspetto (quando mangiano o sorridono o sono in silenzio…), tendendo dunque a dare un aspetto “materiale” e non astratto. E’ bella la definizione che lui dà di se stesso come poeta paragonandosi ad uno scalpello che pensa di poter lavorare come un pittore o uno scultore, credendo sicuramente nella poesia come forma di scrittura da mettere alla pari con altre e da non sminuire come importanza anche di fronte ad arti quali il cinema, il teatro o la musica. Sembra, comunque, che la bravura dell’autore possa provenire direttamente da esperienze vissute, anche di quelle molto dolorose che lo hanno portato ad essere così prolifico dal punto di vista della produzione dal 2001 ad oggi. Bisogna segnalare che le sue poesie sono state anche portate in scena da vari attori e registi ed inoltre sono state tradotte in varie lingue fra cui il portoghese e sono in fase di realizzazione traduzioni in spagnolo, giapponese e polacco. Da citare fra le sue opere più importanti l’inquisizione del 2004, il volume antologico il molosso del 2005 e la torsione, raccolta di poesie omosessuali del 2006, questi ultimi due volumi al centro dell’attenzione della serata pescarese. Tra l’altro proprio a Pescara l’artista si è segnalato presentando anche un videopoema, cosa che lo rende ancor più meritevole di un plauso come artista contemporaneo che riesce a mixare varie forme d’arte, fra immagini e parole.»
Piero Vittoria – La Cronaca d’Abruzzo, 10-11 settembre 2006
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LE RECENSIONI E I MATERIALI INERENTI A L’INQUISIZIONE (2004), PARTE DE IL MOLOSSO
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«Tiziano Fratus scrive con l’inquisizione un poema del tutto nuovo nel panorama della poesia italiana contemporanea. […] L’inquisizione è una specie di Via Crucis in trentatre stazioni, trentatre, numero simbolico per eccellenza per una cantica dove l’inferno del mondo contemporaneo viene attraversato con la verità e la pietà di un Eliot proletario, metropolitano e multiculturale. Il verso di Fratus è un verso lungo, non sillabico, insolito per l’italiano. La sua voce magmatica, predicatoria senza arroganza, visionaria senza follia, descrittiva senza descrizioni, tentata da una vena monologante, di chi sa cosa è teatro e sacralità del teatro. […] E’ bello che il libro di un autore così giovane ci ponga così robusti interrogativi.»
Giuseppe Conte (estratto dalla quarta di copertina)
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«Ecco uno, qualcuno, una cosa, qualcosa – mi dico – che va controcorrente, che rema tutt’all’inverso, che sfugge e si sottrae, o sta fermo e ingaggia guerre, con la sterminante – sterminata prosa che dovunque lo circonda, lo attanaglia, lo minaccia, gli conta i giorni e i passi, i soffi ed i respiri, le ansie e le intenzioni.»
Enzo Moscato
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«Vocazione, dono, attenzione, passione… e poi il mondo, questo nostro, infilzato da parte a parte, in ogni dettaglio, cantato con nitidezza e urgenza. Un canto politico.»
Mariangela Gualtieri
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«Torino, ai nostri giorni, in versi. E’ un poema della vertigine del limite fisico e mentale,l’inquisizione di Tiziano Fratus (una giovane scoperta, nel panorama poetico subalpino ancora asfittico), che si fa ricerca intransigente e severa della Verità.»
Tiziana Catenazzo – La Repubblica, domenica 20 giugno 2004
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«Bisogna dire che si tratta di una poesia della dismisura, composta da accumulazioni progressive e stratificazioni geologiche, una successione di gironi che si allargano sempre più e abbracciano virtualmente tutte le cose. E’ una scrittura onnivora, determinata a ingoiare il mondo intero (questo mondo sconvolto nel quale viviamo), una ricerca di senso di una qualche verità, dentro ciò che è reale e proiezioni che vanno illuminando, quando non mutilando, il corpo sempre precario del poeta. […] La poesia di Tiziano Fratus non fugge dal vortice tanto meno dal caos, piuttosto ricerca il centro geometrico del nostro mal di vivere contemporaneo. E da là che ci lancia il suo guardare periscopico: ora dolce, ora disperato. E’ da là che reinvesta tutte le storie possibili, con i più semplici degli strumenti: una finestra spalancata attraverso i suoni e le immagini che salgono dalla strada; una immaginazione accesa; i sensi all’erta. Il resto è talento, istinto, ritmo e vertigine»
José Mario Silva – Diario de Noticias, giovedì 4 novembre 2004
Um homem de olhos abertos no centro do vasto turbilhão
Tiziano Fratus é já um caso sério na poesia italiana
Uma escrita torrencial, empenhada



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